Opinioni e commenti

Democrazia e libertà di stampa

Bolognetti: il digiuno prosegue ad oltranza. Grazie a Silvana Arbia e a Padre Carlo Maria Veronesi

Spesso sento parlare della necessità di abbattere muri e di essere costruttori di pace. Ebbene io credo che il miglior modo per costruire la pace sia lavorare per diffondere nel mondo la democrazia.

Per dirla meglio, e visto il contesto nel quale viviamo e operiamo, occorre ridare alle democrazie contenuti che vanno sempre più sbiadendo nella misura in cui, in maniera sempre più evidente, le democrazie vanno trasformandosi in oligarchie. Occorre ed è ovvio non solo ridare senso, forza e contenuto alle nostre democrazie, ma anche lavorare per l’affermazione della democrazia in quella maggioranza assoluta di paesi che sono considerati con diverse sfumature regimi totalitari.

Sarò anche un disco rotto, ma devo ripetere che ciò che caratterizza ed è sinonimo di democrazia è il diritto umano alla conoscenza. Diritto alla conoscenza e democrazia sono sinonimi.

Nel rapporto licenziato quest’anno da “Reporters Without Borders”, l’Italia si colloca in una posizione poco lusinghiera in materia di libertà di stampa: siamo cinquantaseiesimi in compagnia della Romania.
Nutro da sempre un’ambizione smisurata, che condivido con i miei compagni e con tutti coloro con cui riesco ad interfacciarmi: provare ad essere un attivatore di democrazia e diritti.

È nel contesto sommariamente descritto che va collocata la mia ennesima azione nonviolenta, iniziata alle 23.59 del 26 agosto 2026 e incardinata su una vicenda paradigmatica. La mia, in estrema sintesi, è fame di democrazia e libertà. Ed è una fame che provo ad estinguere attraverso il mio digiuno di dialogo in difesa della libertà di stampa e di espressione, del diritto di cronaca e di critica.

Nelle scorse ore la giurista Silvana Arbia, a cui ho riferito le ragioni della mia lotta, mi ha scritto quanto segue: “Caro Maurizio, condivido le tue considerazioni sulla soppressione di libertà che pensavamo fossero effettivamente tutelate. Se non agiamo il ruzzolone verso il caos profondo, ove solo pochi comandano a una massa inerme e ignava, sarà inevitabile. Sostengo, pertanto, la tua azione!”.

A farle eco il confortante scambio di opinioni che ho avuto con Padre Carlo Maria Veronesi, collaboratore di Radio Pace.
Sono qui disarmato e chiedo risposte all’ODG e al Consiglio Territoriale dell’ODG. Si è consumata una grave violazione della legge che nel 1963 ha istituito l’Ordine dei Giornalisti, al quale pure sono iscritto da circa 19 anni. Lascia attoniti e dovrebbe indurre tutti a riflettere il silenzio tombale da parte di chi, per ruolo e funzione, avrebbe dovuto intervenire sulle minacce e le intimidazioni che ho ricevuto. Peggio mi sento se considero che quel silenzio è stato malamente giustificato con non so quali provocazioni. Chi governa l’Odg in Basilicata ha di fatto giustificato il ricorso alla violenza nei confronti di chi vuol far luce su ciò che è nascosto.

Non posso che continuare ad oltranza in difesa sempre e comunque del diritto umano a poter conoscere per deliberare.

Ricordo me stesso anche alle belle parole pronunciate da Winston Churchill: “Tutte le grandi cose sono semplici, e molte possono essere espresse in semplici parole: LIBERTA’, GIUSTIZIA, ONORE, PIETA’, SPERANZA”.

Maurizio Bolognetti

giornalista freelance e segretario di Radicali Lucani