E’ venuto a mancare oggi nella sua casa di Bologna il direttore d’orchestra e senatore a vita Claudio Abbado. Nato a Milano nel 1933 da una nota famiglia di musicisti e compositori – il padre era il noto violinista Michelangelo Abbado – inizia i suoi studi musicali presso il Conservatorio ‘’Giuseppe Verdi’’ specializzandosi in pianoforte, composizione e direzione d’orchestra. Diplomatosi inizia di corsi di perfezionamento con figure di rilievo del panorama musicale come Antonino Votto (futuro maestro di Riccardo Muti) per la direzione e Friedrich Gulda per il pianoforte. Si trasferisce in seguito a Vienna dove, grazie ad una borsa di studio, inizia un prestigioso corso biennale sotto la guida di Hans Swarowsky.
Vincitore nel 1958 del Concorso Koussevitzky della Boston Symphony Orchestra debutterà in seguito negli Usa con la New York Philharmonic. Il debutto italiano arriverà un anno dopo quando arriverà a Trieste come direttore sinfonico. Inizia da qui un veloce carriera che lo porterà a dirigere nei più importanti teatri italiani ed stranieri come il Teatro ‘’La Fenice’’ di Venezia, il Covent Garden di Londra ed il Metropolitan Opera House di New York. Finalmente nel 1967, a soli 35 anni, approda al Teatro ‘’La Scala’’ di Milano dove dirige la serata di gala per l’apertura della stagione scaligera 1967/1968 con la “Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti con la grande Renata Scotto. Rimarrà alla Scala sino al 1986, ricoprendo simultaneamente importanti incarichi di direzione per le maggiori orchestre internazionali come la Wiener Philharmoniker e la London Symphony Orchestra.
Passa quindi alla Staatsoper di Vienna dove, grazie anche alla grande libertà decisionale, riesce a mettere in scena opere da tempo dimenticate o ignorate da altri direttori d’orchestra. Giunge infine alla Berliner Philharmoniker che lo vedrà dal 1989 al 2002 nelle vesti di direttore artistico. Dopo la permanenza a Berlino si dedica a progetti propri continuando comunque un regolare lavoro di direzione in tutta Europa. Figura di grande spicco a livello internazionale, Abbado è stato trai più amati e richiesti direttori d’orchestra italiani e sicuramente il più talentuoso degli ultimi anni. Ha lavorato con le più importanti istituzioni musicali arrivando sino a firmare il suo primo contratto con il Gruppo Universal (al quale appartengono le celebri etichette Deutsche Grammophon, Philips Classical e Decca).
Innovatore e sperimentatore è stato in grado di far riscoprire e conoscere opere liriche ormai in disuso come il ‘’Simon Boccanegra’’ di Verdi e molte opere di Gioachino Rossini ed includendo in ambito sinfonico autori come Alban Berg, Igor Stravinskij, Arnold Schönberg, in precedenza raramente eseguiti. Fu anche fondatore di numerose orchestra da lui in seguito dirette. Nominato dal capo dello Stato senatore a vita, insieme all’architetto di fama mondiale Renzo Piano al fisico nucleare Carlo Rubbia e alla neurobiologa Elena Cattaneo, il Maestro Abbado era da tempo malato e aveva cessato la propria vita pubblica. Grande emblema del genio italiano nel mondo rimarrà un fondamentale punto di riferimento per le generazioni a venire.
Alessandro Munelli