Economia

Al rogo, al rogo!

Al rogo, al rogo!

Lombrosianamente, è colpevole! Nera, meridionale e badante. E poi ci sono anche le intercettazioni. Per l’amor di Dio, tutto da verificare, tanto più che lei, Rosy Mauro, smentisce, ma intanto si dimetta in questa stagione di interpretazioni a bontà intermittente di fatti che si incrociano con l’etica pubblica, di giudizi parziali e convertibili sui provvedimenti figliati dalla giustizia.

In casi come questo, avviso di garanzia assente, ci si può dimettere per difendersi meglio (scelta personale) da accuse non ancora perfettamente formulate, per rispetto di una istituzione, perché pensi di non godere più della fiducia di chi ti ha eletto. Resta il fatto che vige un sistema di garanzie, indebolito ma non ancora scardinato. Quanti, nella canea che si è sollevata, hanno ricordato i pilastri del sistema? Balza agli occhi il monito nenniano della ‘giustizia (politica) debole con i forti e forte con i deboli’. Poche domande: dentro e fuori il Parlamento, per casi simili o più gravi, i detentori di alte cariche sono stati trattati, anche di recente, allo stesso modo della ‘Nera’? No. Il segretario della Lega, con il conto ‘Family’ in cassaforte, si dimette per poi diventare presidente del medesimo partito. C’è coerenza? No. Non ci sarà bisogno di eroi ma nemmeno di capri espiatori. Il male assoluto gettato come una croce sulle spalle di uno solo. E gli altri, che – si dice – sapevano e godevano, purificati da quel gesto liberatorio di ogni male. Il tramonto della civiltà.

I socialisti alla Lega non hanno mai fatto sconti. Mai un accordo, un’intesa, un cedimento. Noi il tricolore l’abbiamo addirittura messo nel nostro simbolo. Da due mesi è iniziata in tutto il nord una nostra campagna contro le malefatte leghiste. Primi e soli. Ma non ci piace l’accanimento manicheo dei neocatecumeni, non ci piace la violenza dei puri con un passato prodigioso e lungo alle spalle.

Riccardo Nencini