Al Teatro “Delle Muse” di Via Forlì, successo di “La domenica delle salme”: una piece scritta e diretta da Geppi Di Stasio, presentata dall’associazione culturale “DitoLuna”.
La trama s’incentra sulle storie artistiche e sofferenze interiori di quattro mature attrici, che in anni passati avrebbero voluto muovere i primi passi nel dorato mondo dello spettacolo. C’erano riuscite, ma poi qualcosa è cambiato: le quattro, divenute amiche tra loro, si sono ritrovate ad avere. in ultimo, un destino comune (nel senso sia di condiviso che di ordinario, banale…). Andiamo per ordine: la loro carriera, a un certo punto, si è interrotta causa un provino non molto regolare, dato che, per farlo, avrebbero dovuto concedersi al solito produttore-impresario (nel senso dell’ “impresario” di cui parla Ignazio Silone in “Fontamara”…!) senza scrupoli. Le quattro – all’epoca – giovani donne allora spariscono, vengono dimenticate e passano molti anni della vita ad aspettare quella famosa telefonata di lavoro, che non arriva mai. Ma un bel giorno, avviene qualcosa che ha dell’incredibile: tutte e quattro vengono chiamate dalla RAI, l’una all’insaputa dell’altra, invitate a partecipare ad un noto programma tv, una sorta di talk show.
Pensando che sia finalmente arrivato il loro momento, tutte e quattro arrivano nello studio tv, accolte dalla spietata, cinica, presentatrice Dejanira (una brava Roberta Magnani), interessata solo a movimentare in qualsiasi modo il programma per fare audience. Quando le quattro riaspiranti dive Nadia Starlight, Lorena Arabesc, Consuelo Las Pelotas e Stella Diamond (ottimamente interpretate da Roberta Mascherotti, Manuela Atturo, Francesca Vizzini e Nicoletta Bricca) parlano dell’incontro di tanti anni prima col noto produttore senza scrupoli Santo Boscotrecase, che le ha solo molestate senza farle minimamente lavorare, la conduttrice le spinge cinicamente (senza neanche porsi il problema se possibili reati da lui commessi in quell’incontro, dopo tanti anni, non possano esser caduti in prescrizione!) a denunciare da quel programma gli abusi subiti. Gli ascolti salgono vertiginosamente, superando ogni aspettativa, ed è così che Dejanira, la conduttrice, telefona personalmente, in diretta tv, a Boscotrecase, che naturalmente finge di non ricordare nulla di quanto accaduto anni prima.
Le quattro “star mancate”, a questo punto, arrivano addirittura ad umiliarsi col produttore, pronte – per riprendere il discorso interrotto in passato – a qualsiasi sacrificio, anche sessuale. Ma Boscotrecase (che parla in diretta con la voce del regista napoletano Geppi di Stasio, dal 1999 direttore della Compagnia Stabile del Teatro delle Muse, con spettacoli a contenuto sociale e alternanti tradizione e innovazione)le snobba: con tante belle ragazze giovani, che se ne fa di quattro “caratidi”, quasi un po’ salme (da cui il titolo dello spettacolo)?
Una piece (dolce-)amara che è un atto d’accusa del cinismo e ipocrisia diffusi nel mondo dello spettacolo e specialmente della “tv-reality”: sempre piu’ scivolante – non solo in Italia – sui binari dei peggiori talk-show americani. Bravissime tutte le interpreti: luci e suoni di Fabio Paragiani, grafica di Martina Maria De Luca.
Fabrizio Federici