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Ammortizzatori sociali fantasma per centinaia di disoccupati

Ha dell’incredibile l’odissea di centinaia di operai disoccupati in mobilità in deroga della Sardegna. A seguito della notizia che nella finanziaria regionale 2012 sarebbe stato incluso uno stanziamento di circa 150 milioni di euro per la GALSI, si è alzata, forte, la voce di protesta: “Che la Regione si preoccupi di pagare la mobilità in deroga a tutti quei disoccupati che, dal lontano mese di Gennaio 2013, non percepiscono un euro e non sanno di che vivere. Invece, come sempre, si sceglie di fare le orecchie da mercante e di sperperare i soldi in cose inutili”, dicono gli operai.

Ma cosa sta accadendo in realtà, come mai questi disoccupati attendono invano? Vediamo un po di vederci più chiaro. Con il decreto n° 367655101 del 23 luglio 2013 la Regione Sardegna da l’OK all’ Inps per il pagamento della prima semestralità del 2013, anche grazie ai famosi 45 milioni di euro messi a disposizione dall’ultimo decreto del governo per gli affari correnti Monti. La Regione Sardegna aveva, a sua volta deliberato un impegno di spesa, su previsione di bilancio, di circa 32 milioni di euro. La delibera è stata impugnata dal Governo Letta. Detto ciò, proprio a seguito del decreto del 23 luglio i sindacati e i CAF si sono adoperati per compilare e trasmettere in via telematica all’Inps le domande, questo sopratutto che in fretta e furia erano stati trasmessi gli elenchi con i nomi dei disoccupati aventi diritto.

Allo stato attuale meno della metà dei disoccupati si è visto corrispondere le somme per il periodo che va da Gennaio a Giugno 2013. A nulla servono le richieste di informazioni all’Inps – “ci dispiace ma a noi, nell’elenco che ci è pervenuto dall’assessorato al lavoro, non risulta sia presente il suo nominativo, verifichi in regione per capire cosa è successo” – dicono dall’Ente.

Se poi si va in Assessorato, esponendo la risposta fornita dagli operatori Inps si ottiene la seguente risposta: “Noi abbiamo trasmesso al Cesil e ai Sindacati gli elenchi completi, è presente anche il suo nome, questo è l’elenco”. Si torna all’ Inps, si porta il cartaceo dimostrante l’effettiva presenza del nominativo nell’elenco e per l’ennesima volta l’ Inps risponde: “A noi non risulta il suo nome e anche se lei ci ha presentato il cartaceo quello che per noi conta è la trasmissione ai nostri uffici dell’elenco in cui appare il suo nominativo. Non è solo lei a trovarsi in questa situazione, purtroppo ci sono tanti altri che attendono, capisco il disagio. Manderemmo noi un sollecito all’Assessorato perché è anche possibile che nella fretta di compilare gli elenchi a qualche impiegato sia sfuggito il suo nome. Se la Regione risponde con l’elenco corretto lei entro 15 giorni avrà i suoi soldi, noi non abbiamo interesse a trattenerli”.

Insomma un rimpallo di responsabilità burocratiche che però rischia di sotterrare le ultime speranze di questi lavoratori che oltre al danno sono costretti a subire la beffa della presa in giro di impiegati distratti e nulla facenti profumatamente pagati.

Antonella Soddu