Otto iscritti al giorno. Questo l’incremento registrato dal Partito Socialista spagnolo nella sola regione dell’Andalusia, dove in meno di quattro mesi i socialisti sono passati da 45.733 a 46.675 tesserati. Un dato positivo che non si vedeva da qualche tempo. Un risveglio che coincide con l’ascesa di Susana Diaz nuovo Presidente della Junta (il governo andaluso). El efecto Susana – così lo chiamano i media spagnoli – è significativo soprattutto in vista dei prossimi appuntamenti che il PSOE dovrà affrontare, dato dei nuovi militanti chiama all’ottimismo tra le file socialista, dopo che il PSOE – come il resto dei partiti e delle associazioni – è stato colpito alla base dalla disaffezione alla politica e dalla crisi economica. In Andalusia, ma il trend è stabile in tutta Spagna, il risparmio è la prima voce da considerare nel bilancio casalingo e i 60€ annui (nel caso del PSOE) o della tessera dei sindacati rientra tra i primi beni da tagliare.
Dei quasi 217mila tesserati il PSOE ne può contare un quarto solo in Andalusia, un record storicamente stabile che conferma una volta di più l’attenzione della stampa alla vita politica andalusa, dove il neo Presidente Susana Diaz sembra non avere rivali. La Diaz trentanove anni, sivigliana una vita trascorsa nel PSOE dalla federazione giovanile passando per la politica universitaria a quella locale e provinciale, un curriculum perfetto per raccogliere l’eredità di Pepe Griñan, storico leader dei socialisti andalusi.
Se al sud il socialismo può contare sulla sferzata portata da una donna giovane, il partito nazionale zoppica non poco lontano oramai distante dai fasti dello Zapaterismo sfrenato; infatti Alfredo Pérez Rubalcaba, da un anno e mezzo alla guida PSOE non convince e non conquista, nonostante gli avversari Popolari da tempo sembrano aver perso la bussola e aver intrapreso il percorso di autodistruzione a suon di scandali e cattiva politica.
La gestione Rubalcaba, schiacciata dal post Zapatero ancora risente degli shock elettorali collezionati, dalle politiche alle regionali con rare eccezioni tra le quali l’Andalusia, una serie sfortunata che potrebbe interrompersi con le prossime europee del 2014 solo se l’attuale segreteria del PSOE saprà approcciarsi diversamente attraverso un nuovo programma politico non solo verso i propri elettori, ma rivolgendosi soprattutto a tutti spagnoli colpiti dalla scure delle politiche economiche targate Partido Popular del Premier Mariano Rajoy. Sarà il timore di perdere malamente anche le elezioni Europee di fronte a un avversario straziato dai guai giudiziari interni, fatto sta che dalla Conferenza Politica del PSOE – prevista per il 9 novembre a Madrid – uscirà il programma elettorale dei socialisti e le regole per le primarie attese da tutti i probabili giovani candidati… e da una candidata.
Sara Pasquot