Era un «ragazzo d’oro», gentile, educato, affabile, Manuele Braj, il trentenne salentino morto ieri mattina, durante un’esplosione in un campo d’addestramento della polizia afghana, ad Adraskan, a ovest di Herat. Braj, sposato e con un bimbo di otto mesi, era un carabiniere scelto del 13° Reggimento “Friuli-Venezia Giulia” ed era alla sua quinta missione in Afghanistan. Dopo l’esposione, sulle cui cause sono in corso accertamenti, il militare è morto sul colpo, mentre gli altri due colleghi sono rimasti gravemente feriti alle gambe ed il quarto soldato è rimasto illeso.
CORDOGLIO E COMMOZIONE – Cordoglio è stato espresso da Paolo Menozzi, sindaco di Collepasso, paese d’origine del giovane militare, distante una trentina di chilometri da Lecce: «Era un ragazzo splendido» è stato il ricordo del primo cittadino. Il colonnello Francesco Tirino, portavoce del contingente italiano ad Herat, ha spiegato che si è trattato di «un razzo lanciato dall’esterno, andato a impattare nei pressi di una garitta di osservazione». Alcune fonti locali hanno smentito che sia stato un attacco degli insorti, ma lo Stato maggiore della difesa ha confermato che le verifiche condotte dal Weapons intelligence team hanno portato all’individuazione dei frammenti di un razzo da 107 millimetri. «Commozione» per la tragedia è stata espressa da Onofrio Introna, presidente del Consiglio regionale della Puglia, a nome dell’intera assemblea. Introna ha inoltre ricordato che il numero dei militari pugliesi morti durante la missione in Afghanistan è salito a undici viittime. Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ha definito «troppo lunga la lista del dolore», invitando a riflettere «sul senso di questa missione».
IL MILITARE, LA MOGLIE E I COLLEGHI – Il militare aveva acquistato una casa a Gorizia, dov’è di stanza il suo Reggimento, e viveva con sua moglie Federica, 28enne, sposata tre anni fa, e il suo primogenito Manuel, di otto mesi. «Arrivederci Manu. XIII», così i colleghi di Manuele hanno scritto sul biglietto lasciato sul nastro tricolore che avvolge il mazzo di rose e girasoli, adagiato all’ingresso della caserma del 13/o Reggimento “Friuli-Venezia Giulia”. Mentre si attende l’arrivo della salma del militare, il sindaco di Collepasso ha annunciato che sarà proclamato il lutto cittadino.