
Un diario di un viaggio insolito, una violenta denuncia, un saggio sull’ambiente e anche una parodia delle guide turistiche. È tutto questo e anche altro, “Benvenuti a Chernobyl” l’avventura tossica mozzafiato di Andrew Blackwell che guida il lettore nei sette luoghi più degradati e inquinati del pianeta: da Chernobyl a Kanpur, una delle città più inquinate dell’India, passando per l’Amazzonia, sfigurata dalle coltivazioni di soia, e per le miniere di carbone in Cina. Un “pollution tour” che nessuno di noi vorrebbe compiere, ma che è giusto venga raccontato.
LA TRAMA DEL LIBRO – Oltre al grande classico rappresentato dalla città fantasma di Chernobyl, cittadina ucraina luogo del disastroso incidente nucleare del 1986, l’autore viaggia attraverso le foreste pluviali dell’Amazzonia e naviga sui sacri fiumi indiani, carichi di liquami. “Benvenuti a Chernobyl” fonde una coinvolgente cronaca in prima persona con la satira e l’analisi, invitando ad iniziare ad apprezzare il nostro pianeta così com’è, non come vorremmo che fosse. Irriverente e pensoso, questo libro rappresenta una lettera d’amore agli ecosistemi più contaminati e più degradati della nostra biosfera, e una riflessione su che cosa significano per noi.
L’AUTORE – Andrew Blackwell è un giornalista e film-maker. Vive a New York e dal 2011 è membro della letteratura saggistica della “Fondazione per le Arti di New York”. Il romanzo “Benvenuti a Chernobyl. E le altre avventure nei luoghi più inquinati del mondo” è il suo primo libro.