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Buffoni si nasce, artisti di strada si diventa: così i ‘giuovani’ si reinventano un mestiere

Buffoni si nasce, artisti di strada si diventa: così i ‘giuovani’ si reinventano un mestiere

Giocolieri, funamboli, fachiri e poi ancora attori e cantastorie, musicanti e contorsionisti: è l’arte di strada, un mondo labile che spesso ricolleghiamo a quel pagliaccio che, con il naso rosso e la parrucca, ci ha fatto ridere con la faccia impiastricciata dallo zucchero filato. Le discipline circensi ed affini, però, sono molto di più. Attività che cominciate come hobby si convertono in forme d’arte a tutti gli effetti. In Italia l’esercito dei buskers sta crescendo sempre più tra giovani e giovanissimi che alle prese con gag ed acrobazie fanno incontrare la creatività con la tradizione.

GIORGIO, 30 ANNI E GIOCOLIERE DA 5 – Certo, perché a far arte di strada, che sia teatro o diablo, “in un quarto d’ora di spettacolo devi raccontare una storia” ed allora” non è più solo un esercizio tecnico, ma una comunicazione dove – racconta Giorgio, 30 anni e da 5 giocoliere – le parole non sempre sono indispensabili e vengono sostituite dal linguaggio del corpo. Lo spettatore spesso partecipa e le storie sono tutte da ascoltare, vedere, toccare, sentire ed annusare”. Allenarsi e mostrarsi diventano una sola cosa per chi ha cominciato quando “c’erano solo i tutorial su YouTube” e poi si è radunato in circoli, scuole autodidatte, capannelli spontanei prototipi delle convention che costellano il calendario italiano ed internazionale. Lì s’impara in allegria, fra “workshop all’aria aperta, parate e open stage”.

BORGHI CHE RINASCONO – Ed è proprio in queste grandi manifestazioni, nei festival che animano piccoli e grandi borghi del bel paese, che l’anima pubblica del juggler e del giullare si conforta del plauso della gente. A Certaldo lo scorso weekend, per il Mercantia 2012, grandi e piccoli guardavano a bocca aperta e col naso all’insù le giovani acrobate che volteggiavano appese come ‘panni sporchi’ – titolo eloquente del loro svolazzante spettacolo – fra le calli medioevali del paese che diede i natali a Boccaccio, e pendevano dalle labbra toscanacce dei cantori di un Amerigo Vespucci a metà strada tra Storia e satira popolare.

BUFFONI SI NASCE, CLOWN SI DIVENTA – A star in mezzo agli artisti di strada da pro(fani) tutto sembra più semplice e leggero, anche la crisi, che di certo non risparmia queste attività culturali così borderline. E così per “giocare” a Certaldo venti euro si sborsano – quasi – a cuor leggero chiedendosi pensosi perché di fondi non ce ne siano per pubblicizzare un’attività tanto bella per chi la fa e per chi la guarda. E per un po’ di cultura a mani basse, senza palchetti e poltronissime si trovano anche le ultime monetine da mettere nell’immancabile cappello. “Siamo ragazzi” tutti, con o senza abiti di scena o corde infuocate. Ed allora ben vengano con Certaldo gli altri festival italiani dove si fa cultura tra un bicchiere di vino e oggetti che volano in aria in un caos ordinato: Pennabilli (dove sono i luoghi dell’anima del fu Tonino Guerra per capirci), Santarcangelo in Romagna per un teatro in piazza, ma anche i Saltimbanchi alla Romana che animeranno la Capitale fra il 13 e il 16 settembre, ed i girovaghi emiliani, solo alcuni fra i tanti che trovate sui magazine online e su giocoleria.org. E se a sentir parlare di clown v’è venuta voglia di indossare il cravattino e metter mano alle clavi, non preoccupatevi che nell’arte di strada c’è posto per tutti e di sicuro il pubblico non se ne vorrà.

Gaia Celeste