Carlo Ubertini dopo l’impegno per l’ambiente testimoniato nel 2001 sulla rivista MondOperaio torna a parlare di ecologia che «Sta diventando il nuovo paradigma della politica con la quale tutte le ideologie debbono confrontarsi». Abbiamo ascoltato Carlo Ubertini, l’autore di queste profetiche parole.
Ubertini, quale è il rapporto tra socialismo e ambiente?
Reputo che con la fine del modello collettivistico, fondato su classicismo e storicismo, e con la crisi del liberismo, ci sia un solo modello da seguire, ovvero quello che lega l’economia a un’ecologia a favore della razionalizzazione dei consumi.
Perché oggi ritorna il tema?
Il modello liberista attuale vede una finanza virtuale, che ha fallito. E’ dunque necessario un ritorno all’economia reale e a una redistribuzione delle risorse economiche da gestire territorialmente.
Cosa intende per stato ecologico?
Il progresso del diritto e la condivisione dei valori hanno portato alla costituzione dello stato sociale. Adesso è necessario l’avvento dello stato sociale ed ecologico: bisogna considerare anche la priorità dei diritti dell’ambiente, solo così è possibile ottenere gradualmente una nuova coscienza volta a un’economia ecosostenibile.
Qual è la situazione a 10 anni di distanza dal suo articolo su MondOperaio?
La mentalità è cambiata formalmente: esiste una maggiore coscienza apparente, però concretamente la dinamica economica saccheggiatrice continua a dominare. La formale adesione alla mentalità ecologicamente sostenibile non è supportata da un’azione pratica: domina una concreta disattenzione alle problematiche ecologiche. Questo è un tema socialista liberale, è la terza via d’uscita a metà strada tra la crisi del collettivismo e la crisi del neocapitalismo. Un tema antico, affrontato già da Bobbio e da Craxi con la creazione del ministero dell’ambiente e che cerca ancora applicazioni politiche.
Quali?
E’ necessario modificare l’economia tramite regole date dall’alto per costruire un nuovo stato di diritto ecologico sociale e democratico, ma questo non è sufficiente se dal basso non si propone una nuova domanda volta alla qualità economica. Il federalismo tanto sgangherato della Lega, lo dobbiamo rilanciare correttamente tramite politiche di turismo ambientale, d’industria energetica e di riciclaggio dei rifiuti. Razionalizzare le risorse del territorio porterà a un’economia sostenibile e porrà le basi per evitare il default degli Stati, non solo economico, ma anche valoriale, di giustizia e libertà.
«La storia del Socialismo è legata a doppio filo alla storia della tutela, rivendicazione e affermazione dei diritti, come manifestazione suprema di giustizia». Il rispetto dell’ambiente come possibilità di rilancio per un’economia diversa, una possibilità da prendere urgentemente in considerazione.
Diletta Liberati