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Caro libri: studiare costa tanto e non solo in termini di fatica

Caro libri: studiare costa tanto e non solo in termini di fatica

L’ultima campanella dell’anno scolastico ha già suonato da qualche giorno, ma non è mai tardi per parlare del “caro libri”. Infatti, come ogni estate prima della ripresa della scuola, le famiglie italiane dovranno cimentarsi nell’impresa di reperire i testi adottati, preferibilmente senza dover essere costretti a vendere qualche organo. Lo scorso anno, la Federconsumatori ha notificato un aumento medio del 2-3 % del costo dei libri di testo rispetto a quello dell’anno precedente, non tenendo conto però del costo del corredo scolastico. Sarà così anche per il 2012- 2013?

 

LIBRIXLIBRI – Nel frattempo, per non farsi trovare impreparati, gli studenti, come ormai da un po’ di tempo, si sono industriati per affrontare la situazione. E così, appena finita la scuola, ci si ritrova nei mercatini dell’usato, dove viene fissato il prezzo al 50% su tutti i libri, tranne chiaramente su quelli che presentano mancanze o usure evidenti. Ma anche su internet stanno dilagando siti e luoghi dove potersi organizzare per rimediare i libri di testo adottati. Un caso recente è “LibriXLibri”, un sito nato senza scopo di lucro che vuol facilitare gli acquisti e le vendite di libri fra gli studenti dei vari licei romani, ma volendo è utile anche per chi studia all’Università, senza la presenza “scomoda” di intermediari nella compravendita dell’usato. Ci si registra, immettendo una mail, il nome della propria scuola e la zona di Roma dove si è residenti, cosicché siano facilitati gli incontri.

CHI SPECULA SUL NOSTRO FUTURO? – Un’altra possibile via d’uscita, sostenuta ad esempio da UDS, l’Unione degli Studenti, sta nel comodato d’uso dei libri: i ragazzi li prendono in prestito dalla scuola che, una volta restituiti, li fornisce alle classi seguenti. Ma sono ancora forti gli interessi delle case editrici, che ogni anno stampano volumi per la stragrande maggioranza uguali nei contenuti a quelli precedenti e cambiando anche solo poche pagine, il titolo e il codice ISBN, fanno sì che si debba adottare la nuova edizione piuttosto che quella dell’anno prima, del tutto equivalente, che così viene ritirata dal commercio. Seri controlli su questi meccanismi sarebbero quantomeno auspicabili, considerando tra l’altro lo scarso utilizzo dell’editoria elettronica, magari caricando in rete i tanto “agognati” aggiornamenti delle nuove edizioni.

ALZARE IL TETTO MASSIMO, NO GRAZIE – I tetti massimi di spesa solamente per i libri, nel caso delle superiori, si aggirava attorno ai 300- 330 euro, una cifra maggiore rispetto all’annata 2010- 2011. Il fatto è che questa misura regolativa non risulta essere un vero e proprio vincolo, poiché è il limite imposto ai diversi consigli di classe che non possono tener fronte ai prezzi fissati a tavolino dalle case editrici. E si giunge così al punto in cui circa il 60% delle scuole ha sfiorato largamente il tetto ministeriale stabilito. Ma è veramente una soluzione costruttiva, quella di alzare ogni anno questi tetti massimi, che in verità non funzionano per nulla come degli obblighi?

QUANTO CI COSTA QUESTA SCUOLA? – Quale che sia la via d’uscita migliore, è certo che siamo solo agli inizi di un’altra accesissima battaglia: a tener banco sui banchi di scuola, ci scusiamo per il gioco di parole, sarà ancora una volta il diritto allo studio per tutti, senza alcun tipo di distinzione economica.

Marco Parrella