Nessuno pensava che il Pdl fosse un partito. Nessun congresso, organi pletorici, leader proprietario che paga tutto. Oggi si è superata ogni immaginazione. Il capo decide e comunica, prima, le dimissioni dei parlamentari poi, per coerenza, anche le dimissioni dei ministri, annunciandogliele attraverso il suo avvocato. Ci ripensa e sospende le dimissioni dei parlamentari, ma conferma quella dei ministri.
Potrebbe anche rifare tutto all’inverso, decidere, che so, solo le dimissioni dei sottosegretari, e nominare ministro la Pascale e senatore Dudù. Infine comunica il tutto ai parlamentari, ma senza aprire un dibattito. E se Cicchitto lo chiede lo invita a cena. Spaghetti al pesto o al pomodoro? Questo lo può decidere Cicchitto.