In primo piano

CIRCOLARE MINISTERIALE CONTRAFFATTA PER SALVARE L’ABUSIVISMO DEI COMUNI VESUVIANI, DI LELLO (PSI): CLIMA DI COMPRENSIONE VERSO L’ILLEGALITA’

Vesuvio-abusivismo

Vesuvio-abusivismo

In uno Stato “normale” una disposizione emanata dall’autorità centrale viene applicata, senza distinzione, su tutto il territorio nazionale. Si sa, invece, che nel Belpaese, spesso, ciò che parte da Roma, subisce delle “declinazioni” locali. Ma, nei comuni delle pendici vesuviane si è andati bel oltre la semplice “declinazione”: si è passati direttamente alla falsificazione. La legge bersaglio dei falsificatori risale al 2003, promulgata grazie all’allora assessore all’urbanistica della giunta Bassolino, oggi deputato socialista, Marco Di Lello. Il capogruppo del Psi alla Camera, infatti, aveva fatto firmato una norma che prevedeva la demolizione delle migliaia di case abusive, sorte all’ombra del Vesuvio grazie ad una colossale opera di speculazione edilizia. Una pratica, quella dell’abusivismo, appoggiata apertamente dal Pdl che, in più occasioni, e per bocca dello stesso Berlusconi, aveva lanciato la parola d’ordine “No alle ruspe”. Insomma, più che Popolo delle Libertà, una sorta di “popolo delle illegalità”.

IL VERGOGNOSO APPOGGIO DEL PDL ALL’ILLEGALITA’ – Una posizione vergognosa, quella del Pdl, degna della peggiore tradizione del populismo latinoamericano, capace di cavalcare una facile e pericolosissima retorica pur di racimolare voti. Da molti, infatti, le pendici del Vesuvio vengono descritte come una vera e propria bomba ad orologeria sulla quale vive una massa di circa mezzo milione di persone. L’area è considerata come una vera e propria polveriera pronta ad esplodere in qualunque momento: i geologi, infatti, classificano la zona come un’area con la più alta pericolosità ambientale al mondo. Non a caso, per salvaguardare la sicurezza della popolazione, la legge promossa da Di Lello prevedeva, oltre alle demolizioni, anche un programma per ridurre la densità demografica dei comuni vesuviani denominato “VesuVia”. Senza considerare che la cementificazione selvaggia rappresenta un nodo centrale degli interessi della camorra che, proprio nel settore della speculazione edilizia, ha trovato una fonte di approvvigionamento finanziario multimilionaria.

DOVE LO STATO E’ DEBOLE – Interessi che qualcuno sembra ben determinato a salvaguardare visto che, non potendo aggirare la norma, degli ignoti si sono prodigati nella falsificazione di una circolare ministeriale indirizzata proprio ai sindaci dei comuni vesuviani. La circolare contraffatta è giunta sulle scrivanie dei Primi cittadini della zona lo scorso marzo, apparentemente emanata dal ministero delle Infrastrutture: con la missiva si raccomandava di esercitare la massima «prudenza» e moderazione nella esecuzione delle ordinanze di demolizione dei fabbricati abusivi anche perché, era specificato, queste avrebbero provocato un’impennata della disoccupazione. Insomma, un po’ come se il ministero dicesse di andarci piano con chi spaccia cocaina altrimenti poi si creano troppi disoccupati e diminuisce il potere d’acquisto. Una circolare dunque in completa dissonanza rispetto alla normativa oltre che alla più elementare logica di uno Stato civile. Una vera e propria falsificazione di atti d’ufficio recante timbri falsi, sulla quale indaga ora il Ros dei Carabinieri.

DI LELLO, NOTO UNA PERICOLOSA “COMPRENSIONE ISTITUZIONALE” VERSO L’ABUSIVISMO – «Pur di favorire l’abusivismo siamo arrivati alla falsificazione delle circolari ministeriali» ha affermato Marco Di Lello, che sottolinea come «l’illegalità in questo settore non conosce limiti e travalica i confini regionali. Mi preoccupa molto il clima di “affettuosa comprensione” delle ragioni degli abusivi diffuso tra politici, rappresentanti istituzionali e finanche mass media». L’esponente socialista ricorda, infatti, che «l’abusivismo sulle pendici del Vesuvio non è solo un’illegalità; costruire e abitare in quelle zone può significare candidarsi a un gigantesco suicidio di massa. Il dovere delle Istituzioni è fare di tutto per evitare che questa accada. I socialisti – conclude Di Lello – hanno fatto e faranno la propria parte».

Roberto Capocelli