Da decenni la comunità scientifica, attraverso osservazioni dirette, dati e modelli matematici sempre più precisi, documenta un cambiamento profondo del clima del nostro Pianeta. Oggi le evidenze sono ormai numerose e convergenti: la Terra si sta riscaldando e le attività umane, soprattutto l’utilizzo massiccio di carbone, petrolio e gas, rappresentano la principale causa dell’aumento delle concentrazioni di gas serra nell’atmosfera.
Non siamo di fronte a una minaccia lontana nel tempo. La crisi climatica è già una realtà. Temperature sempre più elevate, periodi di siccità, alluvioni, incendi, eventi meteorologici estremi e dissesto idrogeologico stanno diventando fenomeni con cui le nostre società devono confrontarsi sempre più spesso.
A pagare il prezzo di questo cambiamento non siamo soltanto noi. Gli ecosistemi stanno subendo trasformazioni profonde. Molte specie animali e vegetali cercano di adattarsi: alcuni uccelli modificano i periodi delle migrazioni, diverse piante anticipano la fioritura e molte specie che vivono in montagna si spostano verso quote più elevate, alla ricerca di temperature più favorevoli. Ma la capacità della natura di adattarsi non è infinita e, quando i cambiamenti sono troppo rapidi, molte specie rischiano di non riuscire a sopravvivere.
Il limite di 1,5°C di aumento della temperatura media globale rispetto all’epoca preindustriale rappresenta un obiettivo fondamentale per contenere le conseguenze più gravi del riscaldamento. L’Unione Europea si è posta l’obiettivo di ridurre entro il 2030 le proprie emissioni nette di gas serra di almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990.
I dati sulle concentrazioni atmosferiche confermano l’urgenza. Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale, rispetto all’epoca preindustriale la concentrazione di anidride carbonica è aumentata di quasi il 150%, quella del metano del 262% e quella del protossido di azoto del 123%. Nel maggio 2022 la concentrazione media di CO₂ misurata a Mauna Loa ha raggiunto circa 421 parti per milione, un livello eccezionalmente elevato rispetto alla storia recente del Pianeta.
Il riscaldamento globale ha conseguenze che coinvolgono direttamente la nostra vita: maggiore rischio di siccità e alluvioni, difficoltà per l’agricoltura, scarsità d’acqua, perdita di biodiversità, diffusione di alcune malattie e aumento della pressione sugli ecosistemi. Anche il progressivo ritiro dei ghiacci artici rappresenta uno dei segnali più evidenti delle trasformazioni in corso.
L’estate del 2022, in particolare, è stata una delle più calde mai registrate in Europa e il mese di luglio ha fatto registrare in Italia temperature eccezionalmente elevate rispetto alla media storica. Ma non si tratta di un singolo episodio: è la tendenza complessiva osservata negli ultimi decenni a mostrarci quanto il clima stia cambiando.
Di fronte a tutto questo, governi e istituzioni devono accelerare la transizione energetica, ridurre progressivamente la dipendenza dai combustibili fossili e investire con maggiore determinazione nelle fonti rinnovabili, nella mobilità sostenibile, nella tutela del territorio e nell’efficienza energetica.
Ma la responsabilità non può essere lasciata esclusivamente alle istituzioni. Anche i cittadini possono contribuire attraverso comportamenti più consapevoli, riducendo gli sprechi e prestando maggiore attenzione ai consumi energetici. Il risparmio e l’efficienza energetica rappresentano strumenti concreti attraverso i quali ciascuno può fare la propria parte.
La lotta al cambiamento climatico non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità collettiva. Significa proteggere l’ambiente nel quale viviamo, ma anche difendere la salute, l’agricoltura, l’economia, il territorio e le condizioni di vita delle generazioni future.
La scienza ci ha fornito gli strumenti per comprendere ciò che sta accadendo. Ora spetta alla politica e alla società trasformare questa consapevolezza in scelte concrete. Il clima che consegneremo alle prossime generazioni dipenderà anche dalle decisioni che prendiamo oggi.
Michele Rignanese
Segretario Cittadino PSI Parma