- Legge elettorale, ecco Maraio: Una truffa come cambiare regole prima di una finale Champions. Intervenga Mattarella
Legge elettorale, ecco Maraio: Una truffa come cambiare regole prima di una finale Champions. Intervenga Mattarella
“Una truffa. Siamo alla quinta legge elettorale della Seconda Repubblica. Una follia. È come se, prima di ogni finale di Champions League, si cambiassero le regole del calcio. E magari a cambiarle fosse proprio una delle squadre che deve scendere in campo”. cosi Enzo Maraio, segretario nazionale Avanti Psi in un video sui social.
“Una volta cambiamo il numero dei giocatori, un’altra la dimensione delle porte, un’altra ancora decidiamo quanto vale un gol. Vi sembrerebbe normale?” si chiede Maraio.
“In Italia facciamo questo con le regole più importanti: quelle con cui i cittadini scelgono chi li rappresenta. Ci dicono – spiega – che serve un premio di maggioranza per garantire la stabilità. È l’illusione che la buona politica possa essere sostituita da un tecnicismo elettorale. La stabilità non si fabbrica con una legge elettorale. Si costruisce con coalizioni credibili, programmi condivisi.
Poi c’è l’indicazione del candidato alla Presidenza del Consiglio. Ma attenzione: la nostra è una Repubblica parlamentare e la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica il compito di nominare il Presidente del Consiglio ed inserire l’indicazione del premier è minare le prerogative del Quirinale”.
“Poi – prosegue – ci raccontano che sono tornate le preferenze. Ma quali preferenze? I capilista restano bloccati e quelli li scelgono i partiti e non gli elettori e c’è anche la questione della rappresentanza femminile: sui capilista non è stata introdotta l’alternanza di genere. E alla fine arriva la porcata delle firme. Per le forze che non godono delle esenzioni previste dalla legge, si arriva a circa 400 mila sottoscrizioni per poter presentare le liste in tutto il Paese e senza consentire la raccolta digitale. Questo significa creare una disparità enorme tra chi è già dentro il sistema e chi prova a entrarci”
“E allora torniamo alla Champions. Non solo – continua – cambiamo continuamente le regole della partita, le cambiamo prima di giocare e poi decidiamo anche che alcune squadre entrano direttamente in campo mentre altre, per arrivare sullo stesso terreno di gioco, devono prima superare una corsa a ostacoli. Le leggi elettorali non appartengono alla maggioranza del momento, sono le regole della democrazia. E le regole della democrazia devono garantire tutti”
“È per questo, per giocare una partita regolare, che chiediamo l’intervento di Mattarella. E’il vero garante, l’arbitro migliore” conclude.