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Confronto storico imbarazzante: legge truffa 1953 – legge truffa 2026

Al Senato della Repubblica si è votato per la nuova legge elettorale che dovrebbe andare in vigore l’anno prossimo, quando gli italiani saranno chiamati alle urne per il rinnovo del parlamento italiano. Elezioni davvero importanti perché poi i parlamentari nei prossimi anni dovranno scegliere il nuovo Presidente della Repubblica.

L’aula l’ha approvata con 113 voti sì, 71 no e 2 astenuti. La riforma torna ora alla Camera dei Deputati, dove è attesa in aula il 28 settembre. Dal 1946 ad oggi il Parlamento italiano ha cambiato diverse volte la legge elettorale.

Quella che ha fatto maggiore scalpore fu la legge elettorale del 31 marzo 1953, n.148, conosciuta da tutti e bollata dall’opposizione comunista con l’appellativo “Legge Truffa”. Durante la campagna elettorale di quell’anno, voto 7 e 8 giugno 1953, i comizi elettorali dell’opposizione al Governo De Gasperi, furono tutti improntati a questa nuova legge elettorale voluta ardentemente dal Presidente del Consiglio della Democrazia Cristiana On. Alcide De Gasperi.

La nuova legge elettorale, che avrebbe dato al nuovo governo governabilità e stabilità, introduceva un premio di maggioranza alla lista o al gruppo di liste collegate che avessero superato il 50 + 1% dei voti validi. Alle elezioni del giugno 1953 la coalizione formata dalla D.C., dal P.S.D.I, dal P.L.I., dal P.R.I., dal Partito Sardo d’Azione e dal partito Volkspartei non raggiunse il quorum e quindi il premio non scattò. Si registrarono forti crescite del P.C.I, del Partito Nazionale Monarchico e del Movimento Sociale Italiano.

La mancata vittoria netta di Alcide De Gasperi aprì una crisi politica profonda e seguì il declino della parabola di Governo dell’On. De Gasperi. Fine della carriera politica del grande statista democristiano che salvò l’Italia dal comunismo. De Gasperi riuscì a formare un governo monocolore, 16 luglio 1953, formato da soli democristiani, ma durò appena un mese, 17 agosto 1953. Sfiduciato in Parlamento dopo pochi giorni dalla nascita dal suo partito che aveva fondato e dagli amici che aveva portato a ricoprire la carica di Deputato.

Decisive furono l’astensione e il voto contrario di settori interni alla stessa maggioranza che non gradivano più quella formula politica che governò in Italia dal 1946 al 1953. Si ritirò a Sella Valsugana dove morì di crepacuore nell’agosto del 1954.

Io c’ero in quel lontano giugno del 1953. Non votai perché ancora non avevo compiuto per poco 21 anni, ma ricordo benissimo la violenta e tumultuosa campagna elettorale comunista, le proteste di piazza e le liti in Parlamento. Partecipai da protagonista a due comizi elettorali molto partecipati e la “mammana” del paese, za Marianna Sconza, che mi buttava i fiori e Rinaldo Cicero che alla fine dei comizi mi mise sulle spalle e fece il giro della piazza. A Reggio Calabria durante il comizio elettorale del Ministro Scelba furono liberati in piazza centinaia di topi e nel Parlamento vi furono baruffe con morsi, pugni e lanci di oggetti vari. Fu uno dei più violenti dibattiti della storia della repubblica italiana.

Ricordo come fosse ieri il comizio dell’On. Palmiro Togliatti in Piazza Stazione a Cosenza su una grande piramide alta oltre 20 metri e quello del Ministro Scelba davanti la vecchia chiesa di San Nicola in Via Sertorio Quattromani e le vie adiacenti tutte controllate e sorvegliate dalle Forze dell’Ordine perché non si ripetessero i disordini causati a Reggio Calabria. La loro presenza è servita a scoraggiare comportamenti illegali. Non ci furono disordini, contestazioni, lanci di oggetti e topi in libertà.

Settantatré anni dopo ci risiamo. Però questa volta per avere il premio di maggioranza la coalizione vincente dovrà raggiungere almeno il 42% dei voti. Il confronto storico è davvero imbarazzante. Anno 1953 soglia del 50% +1; anno 2026 soglia del 42%. Ma col 42% dei voti validi la coalizione rimane sempre coalizione minoritaria, ma otterrà ugualmente il premio e avrà in Parlamento la maggioranza assoluta.

Frank Gagliardi