Opinioni e commenti

Dall’Internazionale il riscatto del lavoro digitale: avanti verso il Socialismo Tecnologico!

I lavori dell’Internazionale Socialista delineano con chiarezza la sfida decisiva per la sinistra globale: riprendersi il futuro. Nei consessi dell’organizzazione guidata da Pedro Sánchez, la parola d’ordine che scuote i partiti fratelli è una sola: socialismo tecnologico.

Di fronte a un capitalismo digitale che frammenta le tutele e trasforma il lavoratore in un mero ingranaggio subordinato a un codice invisibile, la risposta non può essere il neoliberismo progressista, né il rifiuto nostalgico della modernità. La sfida della nostra epoca si gioca sui diritti della “classe operaia digitale”: dai rider ai programmatori, dai moderatori di contenuti fino agli operai dell’automazione logistica.

L’Internazionale reclama con forza che le piattaforme siano governate da criteri di trasparenza sindacale e che i profitti miliardari generati dagli algoritmi vengano tassati per finanziare lo stato sociale. Il socialismo tecnologico rappresenta la naturale evoluzione dello storico riscatto dei lavoratori. Se un tempo la bandiera del progresso chiedeva l’elettrificazione e la fabbrica pubblica, oggi esige la trasparenza dei codici sorgente e la redistribuzione della produttività tecnologica.

L’obiettivo politico è chiaro: sottrarre lo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale alle logiche predatorie del puro profitto per indirizzarlo verso la transizione ecologica, la sanità universale e l’istruzione pubblica. Il Partito Socialista, da sempre nel cuore dei movimenti internazionali, lancia la sfida per un nuovo umanesimo: i dati appartengono a chi li produce, la tecnologia deve servire l’umanità e non i nuovi padroni del silicio. La lotta per l’emancipazione ricomincia da qui.

Raffaele Amendola