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Datagate: Nyt, la polizia ha raccolto il Dna di migliaia di americani: rischiano di essere schedati a vita

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Snowden_datagateNon solo spiati su telefono e web. Centinaia di migliaia di americani sospettati di attivita’ criminali o sovversive – ma anche innocenti vittime di reati – rischiano di essere ‘schedati’ a vita, col loro Dna conservato presso i laboratori di decine di agenzie locali di polizia. E in molti senza neanche saperlo. E’ l’allarme del New York Times. In pratica la polizia Usa avrebbe schedato centinaia di migliaia di americani sospettati di attività criminali conversando – anche a loro insaputa – il loro Dna presso alcuni laboratori delle agenzie locali. La denuncia, che dopo il cosiddetto ‘Datagate’ rischia di sollevare un nuovo polverone di polemiche intorno al presidente Barack Obama, giunge dal New York Times, secondo cui nella lente delle autorità statunitensi sarebbero finiti anche molti innocenti vittime di reati. Secondo il quotidiano, la raccolta del Dna fino a poco tempo fa era prerogativa esclusiva dell’Fbi. Ora, invece, ad occuparsene sarebbe un sempre crescente numero di agenzie di polizia. La pratica sarebbe giustificata da una recente sentenza della Corte Suprema del Maryland, che riguarda tuttavia solo gli autori di reati considerati gravi.

MIGLIAIA DI PROFILI SCHEDATI – Il Dna, per gran parte dei casi, sarebbe fornito dagli stessi imputati nell’ambito di un patteggiamento della pena in sede giudiziaria. In particolare – scrive ancora il New York Times – la polizia della Grande Mela avrebbe accumulato ben 11 mila profili di sospetti criminali. Nella Contea di Orange, in California, il database del procuratore distrettuale conterrebbe circa 90.000 campioni di Dna, mentre a Baltimora la polizia conserverebbe almeno 3 mila campioni, tutti riconducibili a vittime di omicidi. Nella Florida centrale, diverse agenzie di polizia avrebbero invece condiviso i propri database per una piu’ stretta sorveglianza sul territorio.

CAPO FBI, AVVIATA INDAGINE PENALE SU SNOWDEN – Intanto sulle azioni della cosiddetta ‘talpa’ della Nsa, Edward Snowden, l’Fbi ha avviato una inchiesta penale. Lo ha confermato il direttore dell’Fbi Robert Mueller in un’udienza al Congresso in cui ha anche detto che le sue rivelazioni hanno causato ‘significativi danni’ al Paese e alla sua sicurezza.

IL SONDAGGIO DEL GUARDIAN, GLI AMERICANI: “TROVARE EQUILIBRIO TRA SICUREZZA E PRIVACY” – Gli americani vogliono una maggiore supervisione del Congresso sulle attività di sorveglianza dell’intelligence e credono sia necessario rivedere i poteri della National Security Agency (Nsa), l’agenzia al centro delle rivelazioni di Edward Snowden, l’informatico che ha svelato l’estensione della rete di controllo sulle persone. E’ il quadro che emerge dal sondaggio condotto dal Guardian, il quotidiano che, insieme al Washington Post, ha raccontato al pubblico alcuni dettagli del programma. Due terzi degli intervistati hanno detto che il ruolo della Nsa dovrebbe essere rivisto e il 56% crede che il Congresso abbia fallito nella sua attività di supervisione. Secondo il 61% degli americani interpellati, serve aprire un dibattito sull’equilibro che deve essere trovato tra privacy e sicurezza e per il 60% il governo deve essere più trasparente sui suoi programmi di sorveglianza, in modo che la gente possa capire cosa succede. Solo il 35% crede che il governo abbia bisogno di mantenere la segretezza per proteggere la sicurezza nazionale. Un’altra preoccupazione nata dalle rivelazioni di Snowden, appena licenziato dalla Booz Allen Hamilton, è che troppi dipendenti di aziende private che lavorano con le agenzie d’intelligence abbiano accesso a notizie top secret; una preoccupazione che, secondo il sondaggio, riguarda il 58% degli americani. I più preoccupati dell’eccessiva sorveglianza esercitata dall’intelligence sono i giovani: l’81% dei ragazzi tra i 18 e i 29 anni vuole che i poteri della Nsa siano rivisti e il 69% crede sia necessario un dibattito sull’equilibrio da trovare per garantire la privacy e, al tempo stesso, la sicurezza dei cittadini.