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DEMOCRAZIA A RISCHIO

  • Il segretario di Avanti Psi chiude la festa Nazionale del Partito a Campobasso. La protesta per la legge elettorale. Maraio: "Noi stracciamo le tessere elettorali". "Per vincere le elezioni serve un'area del riformismo radicale"

Una legge elettorale costruita come un vestito su misura con il solo scopo di far vincere una parte politica. Così il segretario di Avanti Psi Enzo Maraio nella giornata conclusiva della tre giorni della Festa dell’Avanti! a Campobasso Con lui sul palco i componenti della segreteria nazionale e la rappresentanza dei giovani.

Tra i tanti temi trattati, discussi e approfonditi nel corso dei lavori quello della legge elettorale ha avuto per fattori contingenti una attenzione particolare proprio per il tentativo da parte di governo e maggioranza di cambiare le regole del gioco a ridosso del voto. Un atteggiamento che la dice lunga sul concetto di democrazia della maggioranza che piega le regole a seconda dei sondaggi.

“Una legge che li contraddice – spiega Maraio – La legge attuale, con tutti i suoi difetti, è quella che ha permesso a Meloni di raggiungere il record di durata. Invocare la stabilità è quindi solo una scusa. Occorre da subito mettere in campo iniziative forti per denunciare questo tentativo”.

“Se questa è la democrazia qui stracciamo simbolicamente le tessere elettorali. Seimila firme per collegio, oltre 370 mila in tutta Italia e persino il no alla raccolta digitale: non sono regole per garantire la partecipazione, ma ostacoli per limitarla”.

“C’è poi – continua Maraio – un’anomalia tutta italiana: cambiamo le leggi elettorali con una frequenza che non ha eguali nelle grandi democrazie. Chi scrive queste norme non sembra pensare alla rappresentanza e alla garanzia del pluralismo, ma agli avversari da colpire e alle rendite di posizione da conservare”.

“Ci mobiliteremo, con gli amici di Più Europa e Progetto civico, con il sostegno di tutta la coalizione, e vedremo cosa accadrà. Guardiamo al Presidente Mattarella, garante e custode della Costituzione. Di fronte a un attacco al pluralismo e alla partecipazione democratica, il Capo dello Stato resta l’ultima e più alta garanzia istituzionale”

“Per ora – prosegue Maraio –  in attesa che la mobilitazione riesca a cambiare qualcosa e che arrivino interventi autorevoli a difesa del pluralismo, non ci resta che stracciare simbolicamente le tessere elettorali. Se a essere messe a rischio sono le regole stesse della democrazia, la protesta non può che essere forte”.

“C’è poi un paradosso che chiarisce tutto: Giorgia Meloni festeggia la longevità del suo governo e, nello stesso tempo, vuole cambiare la legge elettorale che le ha consentito di vincere e governare. È la prova che queste riforme non nascono per correggere ciò che non funziona, ma per costruire regole contro qualcuno e a vantaggio di qualcun altro”.

“Cara Meloni, cara destra – conclude il segretario di Avanti Psi – il nostro atto di strappare le schede è un gesto di protesta e di battaglia affinché questa vergogna non venga compiuta. Il nostro Paese non lo merita”

 

Maraio nelle conclusioni della Festa ha sottolineato che “stare a sinistra non significa solo tutelare il lavoro, significa anche rilanciare lo sviluppo economico del nostro paese. Abbiamo ospitato qui tutti i nostri alleati a testimonianza che abbiamo recuperato rispetto e autorevolezza. Tutti ci chiedono di essere perno centrale di una alleanza. Un risultato che arriva grazie al lavoro di tutti i dirigenti di questo partito”.

“Se il centrosinistra vuole creare una prospettiva nuova, il populismo va messo alle spalle seguendo una bussola chiara sulla scuola e sulla sanità pubblica punti che sono all’interno del nostro programma”.

“Non pensino i nostri alleati di poter vincere da soli. Possono fare tutte le foto che vogliono ma se si rimane fermi al 2022 si è già perso in partenza. Vogliamo un paese che non permetta a nessuno di darci le pagelle come ha fatto Trump con Meloni. Non rinunciamo al principio del rispetto del diritto internazionale che viene sempre prima. Lo si rispetta sempre. Dove c’è un paese aggredito e un paese aggressore i socialisti stanno dalla parte degli aggrediti. La difese dei popoli è nel nostro Dna. Non possiamo permettere logica del più forte”.

“Dobbiamo animare un’area. Sappiamo benissimo che se non c’è un’area riformista non cè alternativa al governo Meloni. Ma l’unico elemento unificante non può essere stare contro Meloni. La sinistra non è solo difesa dei diritti ma anche rispetto dei doveri. Tutto il centrosinistra vada a Taranto a difendere i lavoratori. Il Governo in quattro anni non ha messo a punto nessun piano industriale, nulla per i lavoratori e nulla sul caro benzina, vanno avanti a proroghe.

“Ci serve un’area del riformismo radicale. Dialogare con tutti. Ma quello che non può funzionare e la logica delle annessioni. A dicembre saranno trascorsi 130 anni dalla fondazione dell’Avanti!. Una occasione per rilanciare le nostre idee e le nostre proposte. Andiamo Avanti a lavorare”.

La prima giornata della Festa


La seconda giornata della Festa

La terza giornata della Festa