Dedicato a Mario Monti, ad Anna Maria Cancellieri e ad Elsa Fornero
I
‘Emma, fatti un Erasmus, guardati in giro e poi scegli’
‘E me ne vado lontano. Tratta bene la mamma’.
Risata.
‘Mi servirà il vostro aiuto. L’affitto, cibo…che altro? Un vestito ogni tanto?’
‘Tranquilla. Noi ci siamo. Contaci’
II
‘Irene, sono orgoglioso di te. La prima laureata in famiglia. E con il massimo dei voti’
Abbracci. Emozione. Passione.
‘Babbo, per completare il ciclo dovrei iscrivermi al master’.
‘Lo sai, non possiamo sostenerlo. E’ lontano da qui. Ne abbiamo già parlato. Lavoro solo io. E’ già tanto se hai potuto fare l’università’.
‘Troverei lavoro più facilmente…’
‘Non insistere’ – grida rabbioso. Perché non può aiutarla.
III
‘Selina, alzati. L’hai letto quell’annuncio sul giornale? Cercano una con il tuo diploma’.
‘Letto, andata, respinta. Tre ore al giorno con un contratto strano. Me l’ha detto Rossana’
‘Dio, ma sono quasi due anni che giri per la casa…’
‘Colpa mia se non assume nessuno?’
‘Potresti fare un altro lavoro. Hai amici extracomunitari che un’occupazione ce l’hanno. O no?’
‘Io quello che fanno loro non lo faccio. Fino a ieri era anche il tuo pensiero. O mi sbaglio?’
Cuffie. Telefono. Casa.
IV
‘Ho studiato per vent’anni. Vent’anni, cazzo! E lavoro da quattro. Tre lavori in quattro anni e per giunta in campi lontanissimi dalla mia laurea. Record del mondo!! Però al lavoro non rinuncio. Campo con i miei soldi, mi pago l’affitto nel monolocale e a Natale ci scappa anche il regalo per te e per la mamma’.
Silenzio.
‘E tu vieni a farmi la paternale su quando eravate giovani voi. Già…facile. Il nonno ti ha comprato la casa e il lavoro era dietro casa. Anzi, sotto casa’.
Guarda l’orologio e si stringe nel cappotto. E’ già tardi.
Quattro di dieci, quattro di cento.
Mammoni, sfigati, delusi, pugnaci, apatici, fortunati.
Diversi.
Tutti diversi.
Marziani i tre della dedica.