La Direzione nazionale del Pd si chiude (come previsto) senza sussulti, scossoni o colpi di scena. Qualche astensione sul voto finale alla relazione del segretario, ma niente di irreparabile: l’appuntamento dei ballottaggi è troppo importante per il rilancio del partito, per rischiare di destabilizzare il centrosinistra ora che è in vantaggio. Guglielmo Epifani tiene un lungo discorso, scandito in quasi dieci punti. Tra i più importanti ci sono la lealtà al governo Letta (ma elmetti pronti se Berlusconi dovesse dichiarare guerra), la distinzione tra guida del partito e leadership, le modifiche al ddl che cancella i finanziamenti pubblici ai partiti e la nuova legge elettorale da varare prima ancora di iniziare il dibattito su presidenzialismo o semipresidenzialismo.
EPIFANI PRESENTA LA SUA NUOVA SQUADRA – In apertura di lavori l’ex numero 1 della Cgil ha presentato la sua nuova squadra di segreteria, che sarà composta da qualche conferma e molti volti nuovi: Roberta Agostini, Enzo Amendola, Fausto Raciti, Cecilia Carmassi, Matteo Colaninno, Alfredo D’Attorre, Antonio Funicello, Luca Lotti, Andrea Manciulli Katiuscia Marini, Alessia Mosca, Pina Picierno, Deborah Serracchiani, Simone Valiante e Davide Zoggia. Il segretario l’ha definito un team “inclusivo, rinnovato quasi per intero e pronto per il lavoro immediato”. Anche se nel Pd qualcuno si aspettava una rappresentanza più corposa, l’equilibrio tra le anime più incisive del partito è stata rispettata con certosina precisione.
CONGRESSI TERRITORIALI PRECEDERANNO IL CONGRESSO – Esaurite le formalità istituzionali, Epifani si è subito confrontato con l’ordine del giorno più spinoso della Direzione, quello sul prossimo Congresso. Ovviamente non c’è ancora una data, ma almeno è stato definitivamente scongiurato il rischio di slittamenti oltre la fine del 2013. La novità è che stavolta sarà preceduto da una serie di congressi territoriali, che saranno la base di partenza di quello nazionale.
IL SEGRETARIO CONFERMA IL SUO APPOGGIO AL GOVERNO LETTA – Intanto il Pd conferma l’appoggio al governo Letta. “Enrico si è mosso bene. Il sostegno a lui e all’esecutivo è pieno e leale”. Ma c’è un rischio dal quale Epifani non vuole farsi trovare impreparato: “Le priorità per il Pd sono salvaguardare il lavoro e la continuità produttiva di un insediamento industriale fondamentale per il Paese, e nello stesso tempo la salute dei cittadini nel caso Ilva – dice il numero uno del Nazareno -. Puntare a non far scattare l’aumento dell’Iva previsto per luglio, perché graverebbe sui più deboli, pesando sui consumi e sulla domanda interna. Rivedere la tassazione sulla casa, anche in questo caso guardando alle fasce meno abbienti. In un contesto così difficile in Italia – aggiunge – dobbiamo fare i conti dal punto di vista politico con le posizioni di Silvio Berlusconi: stabilità e minacce nel rapporto con il governo, le sentenze attese, il problema dell’affidabilità nel rapporto tra problemi personali e interessi del Paese, sospesi tra due sentenze: quella della Corte costituzionale e quella della Cassazione”.
FINANZIAMENTO AI PARTITI? LA RICETTA EPIFANI – Infine, il segretario lancia un monito al governo sulla riforma del finanziamento pubblico ai partiti. “È un passaggio ineludibile, penso però che bisognerà correggerlo prevedendo un tetto per le donazioni e modificando il sistema del 2 per mille”. Parole che lasciano sperare anche i lavoratori del Pd, che aspettano rassicurazioni dai vertici: “Ai nostri dipendenti, che sono giustamente preoccupati e chiedono un tavolo di confronto e di lavoro comune per affrontare questa fase – chiosa Epifani -, garantiamo che il tavolo ci sarà, nella responsabilità di tutti”.
Lucio Filipponio