Lettere al Direttore

Scrive Fabio Fabbri:
L’Italia dorme mentre a Sinjar si muore

Finalmente qualcuno, per la precisione una vecchia gloria della Prima Repubblica, il Sen. Pierferdinando Casini, ha ricordato a chi ha responsabilità di governo che l’Italia non può “chiamarsi fuori”, rimanere inerte, mentre le truppe fanatiche del Califfato ammazzano uomini, donne e bambini che rifiutano di convertirsi all’Islam.
Il memento di Casini al governo è garbato, ma dotato della valenza istituzionale di chi è Presidente della Commissione Esteri del Senato. Casini ha ricordato che Francia e Regno Unito sono già impegnati nel soccorso umanitario e che ora tocca a noi. L’invito a fornire armi ai curdi ha un evidente sottinteso critico: era meglio non arrivare terzi. Sorprende che il Presidente del Consiglio, solitamente tempestivo e pronto a “saltare su tutte le palle”, dopo l’opportuna visita-lampo in Egitto, non abbia colto la gravità dell’ora, tanto più nella sua qualità di Presidente di turno del semestre europeo. Quandoque seu Homerus dormitat. Negli anni in cui sono stato Ministro della Difesa ho imparato che il prestigio di una nazione si misura anche dalla sua capacità di partecipare alle missioni plurlaterali volte a mettere sotto controllo i focolai di guerra e a fronteggiare crisi di carattere umanitario. Lo abbiamo fatto con le spedizioni militari in Somalia, nei Balcani, in Mozambico, nel Libano ed anche altrove. Lo dovremmo fare ancor più oggi, quando siamo al cospetto di una forsennata e selvaggia aggressione alla nostra civiltà, che è civiltà cristiana. Sorprende che il Ministro degli Esteri e quello della Difesa non abbiano ancora richiesto la convocazione congiunta delle due Commissioni parlamentari competenti.
Ma non si dorme solo a Roma. Si dorme anche a Bruxellese.”L’Europa interrompa le ferie”, tuona il Ministro degli Esteri francese Laurent Fabius. Finalmente Cameron e frau Merkel rientrano nello loro capitali. E’ molto più solerte e deciso il premier australiano Tony Abbott: come riferisce La Stampa, si dichiara già favorevole a truppe di terra. Finalmente Lady Ashton, Ministro degli Esteri scaduto dell’Unione Europea, convoca un vertice ferragostano: vedremo se la montagna partorirà almeno un tardivo topolino. Povera Europa! Ha bisogno di mesi e mesi per decidere chi deve rappresentarla in campo internazionale. Quando una civiltà rinuncia a difendere i propri valori, cioè se stessa, è già sulla via del declino irreversibile, buona solo per insegnare ai barbari come si cucinano gli anolini, o come si stagiona il culatello. Non ci resta che attendere il soccorso che arriva dall’Australia.
Fortunatamente, gli USA dell’indeciso Obama hanno mobilitato cento marines che sono sbacati sul monte Sinjar insieme alle truppe speciali inglesi, per soccorrere gli Yazidi stremati. Grazie, vecchia e civilissima Albione, insieme a Madame La France ci stai salvando la faccia.
Lo confesso. Dopo aver visto in televisione i bimbi cristiani e yazidi morenti di sete fra le braccia di madri piangenti e disperate ho sognato, rigirandomi insonne nel letto, che, con una azione decisa in gran segreto dal nostro governo, i nostri soldati della Folgore, magari insieme ai marines e alle Sas, il corpo speciale di Sua Maestà del Regno Unito, paracadutati dagli aerei della nostra Aeronautica militare stavano toccando il suolo del monte Sinjar. Li ho visti all’opera e so che come soldati di soccorso umanitariosono sono bravissimi.
Purtroppo era un’allucinazione. FABIO FABBRI