Paco Cianci

Facciamo un patto: tu nuoti e io scrivo

Oggi non lavoro resto a casa ho un giorno libero. Il sole splendente mi spinge ad una breve passeggiata, quel che serve per comprare le sigarette, anche se il divano sono sicuro che prima o poi avrà la meglio. Mi aggiro per il quartiere, sembra già estate, qui non perdono tempo a indossare magliettine e pantaloncini a coprire una pelle già abbronzata, arrostita al solarium proprio dietro l’angolo. Non amo più l’abbronzatura, preferisco un naturale color seppia che almeno non tenta di nascondere la mia vera identità.

Il divano e lo zapping non si fanno attendere, anche se girare canali diventa anno dopo anno sempre più veloce e isterico vista la spazzatura che ci propinano in tv. Chiudo le persiane e ogni contatto con la sanità al di fuori di esse. Cosa scegliere in tv? Sul cinque Barbara d’Urso alterna notizie tragiche ad una visita a casa di Marisa Laurito. Sul sei Studio Aperto parla di soldati trucidati in Afghanistan e poi si lancia alla scoperta dei nuovi amori di Federica Pellegrini. Accendo una sigaretta, non spengo l’altra. La mia vecchia Mtv ha smesso di passare musica, ora trasmettono un programma che si chiama tipo ”La vita segreta di una diciottenne americana”, interessante!

Come al solito finisco sul satellite e su quella serie di canali che trasmettono documentari. Preferisco forse perfezionarmi sull’apparato defecativo degli ippopotami piuttosto che vedere ancora Federica Pellegrini, da quando è diventata una star della tv? Nonostante l’avvincente thriller dell’ippopotamo stitico, le palpebre iniziano a cedere, decido allora di andare al cinema. E’ tanto che non frequento le sale e il crepuscolo cancella ormai ogni senso di colpa per non aver sfruttato una bella giornata primaverile. La scelta dei film sembra interessante: qualche commedia romantica americana, un paio di film di fantascienza, una decina di film italiani: ”Trentenni in crisi”, ” Ti amo trottorellina”, ”Scialla giochiamo a palla”, ”Tarallucci on the road: la Puglia in triciclo”, ”Amami ho una ligier!”.

Non male come scelta, soprattutto mettendo in conto che la maggior parte di queste penose commediucole italiane sono interpretate sempre dagli stessi quattro bellocci che si cambiano e intercambiano personaggio all’infinito. Nessuna novità, nessuna avanguardia, nessuna idea potrà ormai fermare l’inesorabile impoverimento culturale di cui siamo tutti noi vittime. Fumo, fumo come non mai, come proseguire la serata? Decido di non varcare la soglia di casa, e spengo pure la tv. Di amici non ne sento troppo la mancanza, tanto c’è facebook che mi aggiorna ogni cinque minuti su quello che stanno facendo, cosa pensano e cosa mangiano.

Io mi preparo uova e birra e riscopro su di un tetro scaffale polverose antologie di Henry Miller, il mitico Hunter Thompson e le sue fantastiche cronache, Edgar Allan Poe che con le sue tetre atmosfere mi fa scrutare il silenzio con terrore più di qualsiasi horror hollywoodiano. Il mio giorno libero è un giorno di non schiavitù da quello che ci obbligano a essere. E la Pellegrini per l’appunto: sei una nuotatrice? e allora nuota, non andare a Sanremo, non fare l’ospite sgallettata in tv, nuota!