La Procura di Napoli ha inoltrato ieri alla presidenza del Senato l’ordine di custodia cautelare ai domiciliari per il senatore Pdl De Gregorio, accusato di associazione a delinquere nell’ambito dell’inchiesta incentrata su Valter Lavitola. A decidere sull’autorizzazione a procedere nei confronti di De Gregorio sarà la Giunta per le Immunità, presieduta dal senatore Marco Follini (Pd). Sentito in esclusiva dall’Avanti!online, il senatore Follini ha commentato alcuni temi caldi del dibattito politico, dal rischio di un’odierna deriva populistica fino alla riforma del mercato del lavoro. Lasciandosi sfuggire, in chiusura, un commento “a caldo” sul caso Lavitola.
Cosa possiamo attenderci dalle prossime amministrative?
Penso che siano contese che vanno inquadrate nel loro contesto. Noi italiani abbiamo la brutta abitudine di dare un rilievo politico cosmico ad ogni disputa territoriale. Tutto questo andava bene quando erano in gioco le grandi discriminanti ideologiche del passato ma, a mio avviso, non va più bene ora che la politica si è laicizzata.
Grillo al 7,5% è il sintomo di un malessere o solo un fenomeno passeggero?
Penso che il “fenomeno Grillo”, con il vento di antipolitica che oggi più che mai spira forte, non vada sottovalutato. Chi ha passione politica e un po’ di memoria storica sa che in questi movimenti c’è un germe di fanatismo e di impazienza che solitamente non porta a nulla di buono.
Da dove trae forza oggi l’antipolitica?
Penso che la politica abbia fatto una montagna di errori e debba cambiare passo, e non lo dico da oggi. Questo sentimento di insufficienza degli apparati politici personalmente lo avverto da anni, in modo progressivo, crescente, inesorabile. Penso che la risposta non sia l’urlo di protesta e lo spirito del comizio brutalmente semplificatori, né tantomeno l’accetta con cui Grillo affetta i problemi sociali.
Qual è allora la risposta corretta all’antipolitica?
Dobbiamo dire chiaro al Paese che chi lancia anatemi e si dedica a campagne furibonde contro la politica rende più difficile la convivenza. È giusto e doveroso non avere nessuna indulgenza verso queste forme populistiche, dopodiché la risposta di una classe politica degna del suo nome non sta nel chiudersi a riccio ma nel rinnovare se stessi.
In che modo?
Dobbiamo fare i conti con tutto ciò che è cambiato nel mondo. Siamo alle prese con una difficoltà europea che ci entra in casa tutti i giorni. Crisi, appannamento del modello occidentale che fino a poco tempo fa sembrava vincente. Stanno cambiando di conseguenza alcuni dei fondamentali della politica, e spetta a noi ora ragionarci sopra.
Lei crede nella convergenza Alfano-Bersani-Casini o pensa che sia un fenomeno contingente?
L’alfabeto è fatto di tante lettere e fermarci solo alle prime tre sarebbe riduttivo. La questione, oggi più che mai, è allargare, rinnovare.
Che opinione si è fatto dell’attuale governo?
Estremamente positiva. Sono tra quelli che lo votano in Parlamento, anzi, tra quelli che lo votano con più convinzione. Oggi siamo alle prese con una crisi epocale e Monti la sta gestendo in modo corretto. Immaginare che abbia la bacchetta magica per ogni evenienza è però soltanto una pia illusione.
Servono sangue e lacrime, ma per quanto ancora?
Diamo tempo a Monti. Chiaramente noi non resteremo con le mani in mano. I partiti per primi devono impegnarsi a mettere in campo nuove idee e nuovi argomenti. I temi da affrontare sono tanti, dalla riduzione della spesa a limare le differenze che stanno emergendo, con forza sempre maggiore, all’interno della società. Come fare, soprattutto, per rimettere in moto l’ascensore sociale.
Il premier però sta andando avanti a colpi di fiducia anche su riforme importanti come quella del lavoro, piazzata sul tavolino senza sentire tutte le parti sociali.
Credo che in questo momento la priorità sia dare fiducia e respiro all’azione del governo. Se Monti chiederà la fiducia anche sulla riforma del lavoro, in coerenza con il mio schieramento, io gliela darò.
Lei leggeva l’Avanti storico?
Sì, ai tempi di Craxi. Poi però, per un certo periodo, l’ho saltato.
Cosa pensa della situazione messa in piedi da Lavitola?
A livello personale, credo che tutta questa vicenda faccia tristezza. Essendo però chiamato come presidente della Giunta ad un compito ben preciso, non credo che sia il caso che io confonda il piano dell’opinione personale con quello della mia figura istituzionale.
Quali saranno i punti salienti della relazione tecnica che presenterà oggi in giunta?
Sarà una relazione puramente illustrativa che servirà a introdurre l’argomento, a preparare l’audizione del senatore.
Crede che ci siano i presupposti per gli arresti domiciliari del senatore De Gregorio?
Non posso ancora fare commenti a riguardo.
Si parla di soldi pagati a De Gregorio per passare dall’Idv al Pdl. Secondo lei è un’accusa fondata?
No comment.
Raffaele d’Ettorre