Stiamo assistendo in questi giorni alla crociata del maggiore partito di governo e della sua leader impegnati soffiare fumo negli occhi degli italiani sempre più poveri ed indebitati in ragione di una falsa emancipazione femminile, che cozza con l’atteggiamento reale di quella parte politica nei confronti del gentil sesso.
Evidenti appaiono le forzature ideologiche per escludere la possibilità di accedere nelle scuole con burqa e hijab ma in generale per limitare l’accesso dei minori stranieri all’alfabetizzazione. Costretti ad inseguire il generalissimo sul terreno della delegittimazione dello straniero e sulla strada della “salvifica” remigrazione, si sprecano le ricette “magiche”, il più delle volte, intrise di razzismo, xenofobia e perché no misoginia provenienti dalle forze di governo.
Dal versante opposto ci si straccia le vesti nella strenua difesa di dogmi religiosi contrari ad ogni senso di umanità e libertà. Atteso che il travisamento del volto nel nostro sistema di diritto è escluso per ragioni di ordine pubblico, la presente potrebbe costituire una formidabile occasione per intavolare da sinistra con le comunità islamiche un dialogo circa il ruolo della donna nel 2026. Così facendo si potrebbe rendere la crociata meloniana un’occasione di costruttiva discussione e riflessione, tenendo in debito conto anche la possibilità che tali vestimenti possano, a volte, non essere frutto di una scelta condivisa ma imposta.
Cui prodest difendere per partito preso una cattiva abitudine. Possa la nuova sinistra, quella moderna e indipendente cogliere l’occasione di trattare con realismo il problema, mettendo nell’angolo questi acidi riflussi di razzismo che ciclicamente ritornano!
Antonio Vetrone
Psi Provincia di Cuneo