«Papà, apri la pen-drive, lì capirai il motivo del mio gesto. Addio, vi voglio bene». Queste le drammatiche parole d’addio, scritte su un post-it attaccato allo schermo del computer, del 14enne che pochi giorni fa si è tolto la vita lanciandosi dal terrazzo condominiale di un palazzo alla periferia di Roma. I funerali del giovane, figlio unico di una coppia di impiegati ministeriali, ancora non sono stati celebrati, mentre per la giornata di oggi è prevista l’autopsia. La vicenda ha riacceso la polemica in merito all’urgenza di introdurre in Italia il reato dell’omofobia. Il presidente della Camera, Laura Boldrini ha auspicato che la legge contro l’omofobia venga al più presto approvata dal Parlamento. Sembra infatti che alla base del gesto del liceale romano vi sia la sofferenza e la difficoltà di convivere con la sua omosessualità e un’eventuale impossibilità nell’essere accettato dagli altri.
LA LETTERA DEL GIOVANE SUICIDA – La lettera d’addio sembra essere di tre pagine, pagine in cui vengono spiegati i motivi della scelta di morire. Morte sulla quale la Procura di Roma ha aperto un fascicolo. Il procuratore aggiunto, Pierfilippo Laviani e il pubblico ministero Simona Marrazza dovranno accertare se il ragazzo ha subito atti di cyerbullismo o è stato vittima di episodi di derisione e sfottò di stampo omofobo da parte della comitiva o dei compagni di classe. Se vi fosse qualche riscontro, allora si procederebbe all’ipotesi di istigazione al suicidio.
BOLDRINI: APPROVARE LEGGE SU OMOFOBIA – Sulla dolorosa vicenda è intervenuto il presidente della Camera, Laura Boldrini che, oltre a esprimere cordoglio ai familiari del ragazzo, ha auspicato che la Camera «trovi il modo per dare risposta alle attese e varare con la più larga maggioranza una legge che ci allinei agli altri Paesi dell’Unione europea».
ARCIGAY: DOLORE TERRIBILE – Flavio Romani, presidente dell’Arcigay – storica associazione che si batte per ottenere l’uguaglianza tra individui a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere – ha lanciato un appello alla responsabilità rivolto alla politica italiana. «Mentre i politici discutono di omofobia rassicurando i vescovi – ha fatto notare Romani – la realtà, con un tempismo tragico, ci sbatte in faccia il problema».