Ricorre l’anniversario dell’omicidio di Giacomo Matteotti. Ci sono da tempo dibattiti e libri sul misfatto fascista. Tuttavia non è mai stato chiarito, in modo convincente, perché il socialista Matteotti venne lasciato solo in balia degli assassini. Il partito socialista subì il martirio di Matteotti e dei fratelli Rosselli in Francia. Perchè il partito comunista che aveva nella pratica una organizzazione militare, non aiutò Matteotti? E se lo fece in quali forme ed esse furono solo marginali? Questi sono i dibattiti che andrebbero approfonditi a sinistra in una Europa ove risorgono i nazionalismi fascisti, e localisti, in modo preoccupante. Anche questi ex partiti comunisti europei, che dopo il crollo del muro di Berlino, soprattutto nell’est si chiamano ora partito socialista o socialdemocratico non contribuiscono alla chiarezza dato che sembrano più rispondere ad un mero cambio di forma, che di sostanza e valori. Ecco appunto i valori, quelli laici ed umanitari del socialismo premarxista-leninista di Matteotti, non violento, quasi agnello sacrificale Cristiano difronte ai lupi, i valori da riscoprire per i giovani allevati al nulla culturale delle tv private degli anni ottanta … Si deve reagire al fascismo con la violenza e le armi, o con la diffusione della cultura e della non violenza? Spero che sull’Avanti e in ogni consesso e sede culturale progredita si dibattano questi concetti.
Adlberto Andreani