Io la passo a te, tu la passi a lui, lui la passa a me, io la passo all’altro, l’altro si ferma e poi me la ripassa. E così via, per lunghissimi minuti, fin quando l’avversario non sbaglia e noi facciamo gol.
Questo schema di gioco si chiama tiki-taka, dicono gli esperti. Tutti vorrebbero giocare così ma solo una squadra ci riesce. È il Futbol Club Barcelona, la squadra più forte di ogni tempo e, dicono sempre gli esperti, quella che gioca il miglior calcio di sempre. Io non sono d’accordo con loro. Per niente d’accordo. E, per dimostrarlo, ho deciso di chiamare in causa il tennis.
Ve lo ricordate Emilio Sanchez? Era un tennista fortissimo, preciso, impeccabile, uno di quelli che stava a fondo campo e non sbagliava mai. Colpi sicuri, controllo della posizione, attesa dell’avversario. E poi, alla minima distrazione o quando scendevi a rete troppo presto, zac! Sanchez ti superava con un passante o un pallonetto magistrale. Era un vincente nato, lui. È stato numero uno del mondo. Eppure dicevano tutti che era un pallettaro. E, nel tennis, i pallettari sono i peggiori nemici dello spettacolo. Torniamo al Barcelona, adesso.
Io la passo a te, tu la passi a me, e così via. Ce la ripassiamo tutto il tempo aspettando che l’avversario sbagli o si distragga. Mai un passaggio rischioso. Mai una folata offensiva. Solo controllo ossessivo dello spazio e possesso del pallone. Con l’intenzione aperta e dichiarata di esasperare l’avversario. E poi, ma solo quando l’altro sbaglia oppure è stanco, zac! Arriva uno a caso e segna. Vi ricorda qualcosa, per caso?
Emilio Sanchez era un pallettaro, un nemico dello spettacolo. Il Barcelona invece, dicono gli esperti, è l’essenza del calcio. Persino qui in Italia – dove il calcio si mangia prima della pasta, dove abbiam vinto quattro coppe del mondo – si piegano alla dittatura catalana. Ah, se al mondo ci fosse un po’ di giustizia… Li chiameremmo con il loro nome. E, siccome non lo fa nessuno, ci provo io. Gridate con me: abbasso i pallettari, evviva il contropiede.