Elezioni politiche del 2027, irrompe nella campagna elettorale il caso di Mario Roggero, 72 anni. La questione del gioielliere condannato a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso nel 2021 due rapinatori e ferito un terzo diventa un tema infuocato della campagna elettorale. La Corte di Cassazione conferma la condanna e respinge la tesi della legittima difesa sostenuta dall’accusato perché Roggero insegue e spara con la sua pistola quando il pericolo è cessato.
La maggioranza di destra-centro difende il gioielliere di Grinzane Cavour, cavalcando il tema della sicurezza molto sentito dai cittadini spaventati dalla criminalità grande e piccola. Meloni, Salvini, Tajani, Vannacci, attaccano le opposizioni ma si dividono in una dura competizione interna. Tutti scommettevano su una mossa velocissima di Roberto Vannacci, invece è Matteo Salvini a tagliare il traguardo dell’offerta di una candidatura alle politiche.
Il segretario della Lega, vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture sabato18 e domenica 19 luglio va a trovare Mario Roggero nel carcere milanese di Bollate. Parla con il gioielliere che chiede la grazia. Poi annuncia: «Stiamo esaminando i profili legali, sarei orgoglioso di poterlo candidare». I giovani del Carroccio davanti al carcere espongono degli striscioni: «Grazia per Mario Roggero».
Vannacci è più prudente, eppure si era mosso per primo con dei militanti di Futuro nazionale schierati davanti la Cassazione con dei cartelli invocanti la grazia per il gioielliere. L’ex generale lo sosterrà in «tutti i modi possibili» ma esclude una candidatura di Roggero nelle liste della sua neonata destra radicale. Il motivo? Chiede rispetto per le sentenze dei tribunali ma sollecita «un atto di clemenza nei suoi confronti».
Giorgia Meloni sul “Corriere della Sera” interviene con decisione in favore di Roggero. Riflette sul suo stato psicologico durante la rapina nel suo negozio, con la moglie e la figlia in pericolo. Parla della paura, del trauma, dello stress. Si domanda: «Siamo sicuri che in quel momento fosse capace di intendere?». Quindi di capire la fine del pericolo? La presidente del Consiglio parla di proporzionalità della pena. Dice: «…non si possono dare 8 anni a dei pedofili o meno di 10 anni a casi di stupri di gruppo e poi condannare a morire in carcere questo gioielliere, c’è un problema di proporzionalità delle pene». Infine non va il risarcimento dei danni confermato dalla Cassazione in favore dei famigliari dei rapinatori uccisi. Spera in una rapida approvazione della norma che esclude la possibilità di ottenere un risarcimento civile a chi subisce un danno mentre sta commettendo un reato.
Il centrista Antonio Tajani sostiene la grazia: «Ha sbagliato» ma è «opportuno un perdono sociale per quest’uomo». Però il segretario di Forza Italia dice no all’idea leghista di allargare a dismisura la legittima difesa o di «andare a visitarlo in carcere o candidarlo».
Pesano le elezioni politiche dell’anno prossimo. Le opposizioni bollano tutto come “atti di propaganda elettorale” e respingono la pericolosa ipotesi di “volersi fare giustizia da sé”. Giuseppe Conte attacca la corsa «a chi primeggia nello sciacallaggio sul caso del gioielliere, per cui non c’entra nulla la legittima difesa». Il presidente del M5S cerca di acquisire spazio nella gara con Elly Schlein nella guida delle opposizioni. La segretaria del Pd dà per finito il governo Meloni. Accusa parlando a un campeggio dei giovani democratici: la destra «cerca di farci parlare d’altro» invece dei problemi veri come sanità pubblica, salario minimo, casa, sicurezza.
La campagna elettorale scivola su un terribile fatto di cronaca, rischia di avvelenare il clima politico già non idilliaco. L’azzardo più forte arriva con la possibile candidatura del gioielliere piemontese da parte di Salvini. Già nelle ultime elezioni europee fece una mossa avventata candidando nella Lega e facendo eleggere il popolare Vannacci, ma l’ex comandante della Folgore ha detto addio fondando Futuro nazionale. Vannacci sfida Meloni, Salvini e Tajani: nei sondaggi elettorali il suo partito di “destra vera” sale mentre gli altri, la Lega in particolare, scendono.
Una questione delicata è l’eventuale grazia invocata dalla destra per Roggero. Una istruttoria era stata avviata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio su indicazione di Meloni, come da lei stessa precisato. Si è rischiato e si rischia il corto circuito istituzionale. Sergio Mattarella ha convocato Nordio al Quirinale e ha dato lo stop: la decisione di concedere la grazia spetta solo al presidente della Repubblica come stabilisce la Costituzione.
Rodolfo Ruocco