Giada Fazzalari

Il decalogo dell’ovvio

1) I politici non possiedono poteri soprannaturali e non hanno bacchette magiche dentro le loro ventiquattrore. Non li ho neppure mai visti tirar fuori conigli dai cilindri;

2) sul dizionario della lingua italiana il termine “politico” non è in alcun modo riconducibile al termine “ladro” (non sempre);

3) il politico e i partiti (spesso) fanno anche l’interesse del cittadino e del Paese;

4) i partiti non sono (non sempre) macchine trita-quattrini e lingotti d’oro;

5) se quelli come Grillo o Di Pietro prendono tutti quei voti c’è un problema di fondo. La loro politica si basa sull’insulto del prossimo; non vedo perché ci si ostini a chiamarla politica;

6) non dimentichiamo che se c’è Monti è perché col governo precedente il paese stava per implodere. Nessun’altra forza politica avrebbe accettato di compiere scelte così impopolari;

7) la politica di Monti non è equa. Chiunque sarebbe capace di governare tassando qualsiasi cosa. Colpendo, poi, lavoratori (quelli rimasti) e i cittadini “medi”. Per esempio, non è stata prevista nessuna patrimoniale sulle grandi ricchezze. I ricchi si arricchiscono sempre più, la ‘gente normale’ si impoverisce. In mezzo si è creata una voragine;

8) se qualcuno si è illuso che l’era Berlusconi sia terminata, si disilluda al più presto: la sua proposta di presidenzialismo è una minaccia. E quella di stampare gli euro in casa nostra, raccapricciante. I falsari annunceranno lo sciopero generale;

9) bisognerebbe avere più fiducia nei partiti. Con i loro valori e le loro lotte possono rappresentarci. Non è un’utopia. E’ davvero possibile;

10) non c’è una sola grande riforma che non abbia portato la firma dei socialisti: lavoro, diritti, giustizia sociale;

10+) il socialismo è l’unica politica possibile.
Ps: Come e quando ci siamo ridotti così? Senza socialismo, intendo.