Il documento approvato dal Consiglio nazionale del PSI contro la legge BR
Il Consiglio nazionale del Psi ha approvato con sole tre astensioni, i documento sottoscritto da Mauro Del Bue, Gennaro Mucciolo ed Enrico Buemi che impegna i senatori socialisti a non votare la legge elettorale cosiddetta Italicum. Questo il testo del documento approvato:
“La legge elettorale Berlusconi – Renzi, approvata alla Camera, uccide la democrazia. In nessun Paese europeo esiste una legge che consente alle coalizioni di vincere ottenendo la maggioranza assoluta col 37 per cento dei voti, e per di più con uno sbarramento delle liste all’interno delle coalizioni, il che può provocare l’assurda conseguenza che la maggioranza assoluta venga conseguita da una lista che ottiene anche assai meno. Lo sbarramento al 4,5% delle liste in coalizione ridurrà le formazioni minori ad ascari, poiché esse concorreranno al premio di maggioranza senza ottenere rappresentanze parlamentari, regalando i loro voti ai partiti che avranno superato lo sbarramento attraverso una clausola che consente un vero e proprio furto del voto. Il gradimento della politica ha raggiunto nei sondaggi la ragguardevole soglia del 5%. Una situazione allarmante, che non preoccupa, a quanto pare, più di tanto i responsabili nazionali dei maggiori partiti.
Uno dei motivi veri del disinteresse per la politica è dato dal fatto che in Italia da un decennio esiste un parlamento di nominati. Le liste bloccate corte sono una presa in giro, perché i parlamentari sarebbero comunque nominati dai partiti.
L’introduzione delle preferenze, magari doppia con la rappresentanza di genere, diviene necessaria, indispensabile. Né si può sopperire alla scelta dell’eletto con le primarie, rivelatesi quasi sempre una vera e propria farsa. Le argomentazioni adottate contro l’introduzione della preferenza sono ipocrite e pretestuose.
È offensivo, oltre che vergognoso, pensare a una diffusa realtà istituzionale di eletti corrotti dal momento che per i Comuni, le Regioni e il Parlamento Europeo si vota con le preferenze. I senatori socialisti non possono votare una legge che introduce il paradosso della minoranza assoluta, del furto del voto e del parlamento dei nominati.
Il Psi deve contrastare la legge BR con tutti gli strumenti possibili e fare di questa battaglia un’occasione per una grande mobilitazione di democrazia e di libertà, come impone il rispetto per la nostra migliore tradizione. Il Consiglio nazionale socialista impegna i senatori del PSI, pur nel rispetto per la loro autonomia, a presentare in Senato gli emendamenti riguardo all’elevazione del tetto per ottenere il premio di maggioranza, riguardo all’abbassamento dello sbarramento almeno per le liste coalizzate, riguardo alla parità di genere.
Nel caso la legge non sia sottoposta a sostanziali mutamenti il Consiglio nazionale chiede ai senatori socialisti di non votare la legge. Questo non metterebbe in discussione la partecipazione del PSI alla maggioranza e al governo, visto che la legge elettorale non solo non era nel programma del governo, ma è già stata oggetto di dissociazione alla Camera da parte di partiti che al governo hanno ottenuto ben maggiore peso e rappresentanza.
Distinguersi su una questione di democrazia e di diritto dei cittadini è non solo necessario, e coerente con noi stessi, ma anche utile per rilanciare una immagine autonoma dei socialisti italiani”.