
Il botta e risposta di ieri tra il ministro del lavoro Elsa Fornero e Filippo Patroni Griffi, ministro della Pubblica Amministrazione, è suonato come un battibecco piuttosto che uno scambio di commenti sulla disciplina del lavoro pubblico e dei licenziamenti nella PA. La Fornero, auspicandosi «la parità di trattamento tra lavoratori del settore privato e di quello pubblico», ha chiamato in causa una norma che, pur non essendo «contenuta nella bozza di delega per la riforma del pubblico impiego» come ha tenuto a precisare proprio Patroni Griffi, regolerebbe i licenziamenti nelle pubbliche amministrazioni. In ogni caso lo scambio di battute di ieri ha contribuito a gettare nel mistero il disegno di legge per la riforma della pubblica amministrazione che, molto presto, arriverà sul tavolo del Consiglio dei ministri e che successivamente passerà all’esame del parlamento.
LO SFOGO DEI CASSINTEGRATI – Il ministro del lavoro ieri, parlando a Torino con disoccupati e cassintegrati, ha ribadito il suo interesse per le pari opportunità, tra «uomo e donna» e tra «lavoratori pubblici e privati» dichiarando di non volere il «licenziamento dei pubblici dipendenti». Intanto la sua ‘chiacchierata’ ha dato la possibilità a molti lavoratori di esprimere le proprie difficoltà, come lo sfogo della donna di 48 anni che tra le lacrime le ha ricordato che chi esce dal mercato del lavoro, venendone tagliato spesso ingiustamente fuori, difficilmente può rientrarne: «Va bene occuparsi dei giovani, è giusto, ma io a 48 anni sono tagliata fuori dal mercato del lavoro. Sono stata licenziata ingiustamente da un’azienda tessile. Sono una mamma separata, ho l’affitto da pagare e le spese per far crescere mia figlia. Alla mia età le aziende non ti vogliono».
IL MINISTRO E LA PARITA’ TRA LAVORATORI PRIVATI E PUBBLICI – E se il ministro Fornero ha parlato con i giovani cassintegrati ha spiegato che il Centro per l’impiego di Torino «funziona molto bene». L’incontro è finito con l’augurio del ministro ai lavoratori: «Vi auguro che tutto vada per il meglio». Oltre ad aver ‘scagionato’ il Governo dall’accusa di portare l’Italia “alla fame” spiegando quanto in realtà stia «cercando di risolvere la situazione di molte persone» e oltre ad aver parlato di disoccupazione con i giovani incontrati a Torino, è tornata a pronunciarsi sullo spinoso tema della riforma del mercato del lavoro, rispondendo al collega Patroni Griffi – ministro della Pubblica Amministrazione – con un: «Auspico la parità di trattamento tra lavoratori del settore privato e di quello pubblico».
LA REAZIONE DI PATRONI GRIFFI E DEI SINDACATI – La dichiarazione della Fornero non è piaciuta al ministro Patroni Griffi (e nemmeno ai sindacati) proprio perché chiama in causa la materia dei licenziamenti nella PA che, nella bozza di delega della riforma sul settore pubblico, non viene trattata perché dal giorno della firma dell’accordo tra Stato, Regioni, enti locali e sindacati del 3 maggio, ha subito numerose modifiche. Oltre alla risposta di Patroni Griffi, la reazione è stata immediata da parte dei sindacati, a partire dall’ammonizione del coordinatore del dipartimento settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, che ha voluto ricordare al ministro che «dovrebbe tutelare la legittimità delle cose che fa» e anche dalla Cisl, nella voce del segretario confederale Gianni Baratta, non sono mancati duri commenti: «Il ministro Fornero interviene di nuovo su cose che non la riguardano. (…) C’è il problema dei precari ebbene se ne occupasse, così come dei 300 mila e non dei 65 mila esodati».
LA NOTA CONGIUNTA – Nella serata di ieri, in una nota congiunta, i ministri Fornero e Patroni Griffi hanno dichiarato che la diversità di vedute tra i rappresentanti dei due dicasteri è “solo apparente” e hanno ribadito l’unità d’intenti dell’esecutivo confermando che la materia del licenziamento dei dipendenti pubblici è sul tavolo del Consiglio dei ministri e che presto sarà esaminato. Nella nota congiunta i ministri del welfare e della funzione pubblica hanno dichiarato all’unisono che «il primo obiettivo della delega che presto sarà discussa dal Consiglio dei ministri è migliorare la pubblica amministrazione. Il secondo è renderla più efficiente. Il terzo è aumentare la sua produttività. Il quarto è fare in modo che sia più trasparente». Per entrambi, tornando sulla spinosa questione dei licenziamenti ripresa nella giornata di ieri dal ministro Fornero: «I licenziamenti sono una sanzione e possono essere un deterrente. Dunque sono uno strumento, non l’unico. L’importante – continua la nota – è che ci sia una Pubblica Amministrazione al servizio dei cittadini e di un sistema economico inclusivo».
Vittoria de Petra