Marco Di Lello

Il pasticcio del Pd arriva anche a Genova

Dopo Milano, Cagliari, il pasticcio di Napoli ecco puntuale arrivare Genova: lo strumento immaginato dal Pd per ammantare di democrazia l’investitura dei propri candidati si rivela un boomerang clamoroso. A questo punto urge una riflessione e dato che loro non la fanno ma noi agli alleati vogliamo bene e non auspichiamo il loro scioglimento per legge ecco che qualche consiglio mi pare giusto darglielo.

1)    Il sentimento di antipolitica è vasto e diffuso in tutto il paese ed a furia di cavalcarlo saranno tutti i partiti a pagare dazio: o si recupera credibilità, mostrando di saper dire dei si, e dei no, anche pesanti oppure il populismo spazzerà tutti via e non credo sia utile all’Italia.

2)    L’idea di utilizzare una nuova legge elettorale per cancellare le formazioni minori, superare le coalizioni e intascare un super premio di maggioranza, magari dividendolo con il solo Pdl, è quanto meno rischiosa perché sono proprio i due partiti maggiori ad essere messi in discussione da un elettorato che minaccia di rifugiarsi nel non voto o nella scelta di liste radicali e qualunquiste pur di punire chi ha le maggiori responsabilità di un paese malato che non si è saputo curare o i cui mali non si è saputo prevenire.

Una pubblicità della birra vecchia di esattamente trent’anni si concludeva con un invito di Renzo Arbore: “metidate gente, meditate…”. Visto il successo dello spot, ed i risultati di tante primarie mi pare ancora una buona idea…