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Il Psi dice no e difende le preferenze

Il Psi dice no e difende le preferenze

«Una proposta inaccettabile». É secco il giudizio per Riccardo Nencini. Nelle valutazioni del segretario del Psi, l’idea di modifica della legge elettorale prospettata dal Pdl non ha alcun aspetto positivo. «Non restituisce agli italiani il diritto di scegliere i parlamentari – ha spiegato Nencini – perché non prevede l’introduzione delle preferenze». Ma non è l’unico aspetto irricevibile del progetto presentato da Ignazio La Russa, Gaetano Quagliariello e Donato Bruno.

L’IBRIDO – La legge elettorale cui i tre negoziatori del Pdl stanno pensando «è un ibrido tra maggioritario e proporzionale». Un terzo dei parlamentari verrebbe eletto in giganteschi collegi uninominali, con candidati che sarebbero comunque scelti dalle segreterie dei partiti. I restanti 2/3 dei seggi verrebbero assegnati con il metodo proporzionale, e quindi in base a liste bloccate come con il “Porcellum”. «Non si è discusso di soglie di sbarramento né di coalizioni», ha dichiarato il segretario socialista. Ma tutto lascia intendere che una soglia di sbarramento ci sarà e non sarà bassa.

LE RIFORME – Sul tema delle riforme istituzionali i socialisti hanno «battuto il tasto su due punti», ha dichiarato Nencini. Per il leader del Psi «bisogna differenziare il ruolo delle due Camere». Un aspetto su cui sembra esserci la maggiore sintonia tra tutte le forze che hanno partecipato al confronto negli ultimi tre giorni. La seconda proposta del Psi rappresenta invece la novità sul tavolo del dialogo. Secondo Nencini è «urgente una legge sullo statuto dei Partiti, in ottemperanza all’articolo 49 della Costituzione». La strada da percorre è quella «proposta da Piero Calamandrei all’Assemblea costituente e che fu bocciata da Palmiro Togliatti». Serve una norma in base alla quale, ha chiarito il segretario socialista, «i partiti che non hanno vertici eletti democraticamente non hanno il diritto di accedere al rimborso elettorale».

ALTRE VOCI – Oltre alla delegazione del Psi, gli incontri hanno riguardato ancheLa Destra di Francesco Storace, secondo il quale «siamo ancora in alto mare». Analoga è l’impressione di Gianfranco Micciché. Uscendo dal colloquio, il leader di Grande Sud ha sintetizzato con un detto siciliano: «Sulla legge elettorale siamo ancora al soffritto». Anche Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero, leader della Federazione della Sinistra hanno incontrato la delegazione del Pdl. «Per noi – ha spiegato Ferrero ai cronisti – il principale problema è il rapporto tra il Paese e le istituzioni: va ricostruita la fiducia. Lo strumento è un Parlamento che assicuri la rappresentanza di tutti».

IL TAVOLO DEL PD – Dopo l’iniziativa del Pdl, anche il Partito democratico ha deciso di avviare delle consultazioni con le altre forze sulla riforma elettorale. Ieri ha ricevuto una delegazione di Sel. Al termine dell’incontro è stato emesso un comunicato congiunto, nel quale i due partiti hanno dichiarato di aver raggiunto «un accordo totale sulla necessità di cambiare l’attuale legge elettorale, in modo da garantire agli elettori la scelta degli eletti e favorire la formazione nelle urne di maggioranze di governo omogenee». La prossima settimana sono in programma incontri con il Psi e con l’Idv, che invece ha scelto di disertare il tavolo col Pdl.

Nicola Bandini