Opinioni e commenti

Il voto per l’Europa
e il vuoto nel PSI

Il voto europeo ha dato un grande riconoscimento ed un mandato pieno  alla leadership di Matteo Renzi.
Il presidente del consiglio può trasformare ora il mandato in potere assoluto o aprire, al contrario, una nuova stagione di mediazione politica fra popolo ed Europa.

I Governi usciti vincitori, quello tedesco e quello italiano, hanno praticato politiche diametralmente opposte, i primi predicando rigore, e il nostro richiamando la necessità di uscirne.

L’Italia e Renzi hanno l’obbligo a questo punto di cercare di spostare l’equilibrio anche all’interno della BCE. La famiglia socialista, in Europa, con il voto di domenica appare drammaticamente in crisi e prossima alla sua fine; spariscono i socialisti greci, il PS francese viene ridicolizzato, è in difficoltà il PSOE spagnolo e quello tedesco ha già da tempo scelto di appoggiare le politiche economiche di austerità della Merkel.

Il Socialismo italiano, con il patto federativo elettorale che non ha prodotto alcun eletto, ha anticipato la crisi del socialismo nel Vecchio Continente; anzi, il nostro suicidio ha anticipato il collasso in chiave europea.
Il Segretario del Partito Nencini ha anticipato, con la sua scelta sbagliata, la crisi del socialismo europeo.

Ora che abbiamo indirettamente contribuito alla sua sconfitta dobbiamo decidere se intendiamo concorrere alla sua rinascita o, al contrario, accettare l’OPA del Partito Democratico sul socialismo europeo.
Penso che di fronte al risultato negativo prodotto dal Patto federativo, nonostante l’impegno dei compagni candidati cui deve andare il ringraziamento del Partito, il Segretario debba assumersi le sue responsabilità rinunciando al doppio incarico, lasciando la segreteria sin dalla prossima Direzione,  e convocando un congresso politico straordinario per rilanciare il Partito Socialista e non per ratificarne la scomparsa.

Bobo Craxi