Durante la partita Aston Villa-Tottenham un guardalinee è stato colpito da un fumogeno lanciato dai tifosi spurs. Per fortuna si è subito ripreso. Ma la polizia presente allo stadio di Birmingham ha impiegato quattro minuti per arrestare i due responsabili. Si tratta di due tifosi del Tottenham di 25 e 47 anni, che sono stati subito arrestati. Pensiamo se l’episodio si fosse verificato in Italia, dove peraltro esistono biglietti nominativi che in Inghilterra non ci sono, così come tessere del tifoso che esistono solo da noi. In Italia i responsabili non sarebbero stati identificati, o quanto meno non lo sarebbero stati durante la partita.
Le nostre curve sono porto franco. Ogni spettatore sta dove vuole e gli steward hanno paura a far rispettare i posti assegnati. Così non servono a nulla né i biglietti nominativi, né i prefiltraggi. Si tratta di misure applicate solo alla gente per bene, dunque perfino dannose, perché non invitano certo le persone a recarsi allo stadio. In Italia non sarebbe stato arrestato nessuno. Ma sarebbe stato squalificato o lo stadio o l’intero settore da cui il fumogeno è partito.
Gli inglesi applicano la responsabilità individuale, che è l’unica giusta e legittima, noi quella generale, che è assurda e finisce per punire le persone che non c’entrano nulla in base al folle principio della responsabilità oggettiva. È meglio punire i responsabili. Certo. Ma è perfino meglio non punire nessuno, che migliaia di persone innocenti. Questo nella giustizia civile sicuramente, ma anche nella giustizia sportiva, penso. O sbaglio?
Mauro Del Bue