Società

Incontri a Bovisio: la storia di Luca Ricci

«Signor Ricci, ma chi glielo fa fare? Ha un’azienda, una famiglia, una vita tranquilla. Perché andare a impelagarsi nelle beghe politiche di Bovisio Masciago?».

Luca Ricci sorride, un po’ divertito e un po’ infastidito dalla domanda. Ha quarantasette anni, è imprenditore e vicesegretario regionale del Psi. La risposta arriva immediata: «Perché se non lo facciamo noi, se lasciamo che a decidere del nostro territorio siano sempre gli stessi, mentre la città continua a consumarsi tra divisioni e contrapposizioni, allora abbiamo già perso».

A Bovisio Masciago, nel cuore operoso della Brianza, si sta giocando una partita politica che potrebbe avere un significato più ampio dei confini comunali. Perché quello che Ricci sta provando a costruire è, prima ancora che un’alleanza elettorale, un metodo.

Ha preso il telefono e ha cominciato a parlare con tutti: dal Partito Democratico al Movimento 5 Stelle, dai riformisti di Italia Viva e Azione alle diverse anime della sinistra, fino ai repubblicani. Un perimetro largo, ma con una condizione precisa: non basta mettere insieme simboli e sigle. Serve un accordo politico serio, un programma condiviso e soprattutto un patto che impegni tutti a governare insieme senza riprodurre, il giorno dopo le elezioni, le divisioni del giorno prima.

In altre parole: o si costruisce un progetto credibile e stabile oppure l’operazione non ha senso.

È una posizione che inevitabilmente incontra resistenze. C’è chi guarda con scetticismo al tentativo, chi lo considera troppo ambizioso e chi risponde con ironia. Ricci, però, sembra aver scelto di non farsi condizionare. Anche perché la politica italiana è piena di coalizioni considerate impossibili fino al momento in cui qualcuno ha deciso di provare davvero a costruirle.

La sua scommessa parte proprio da qui: riportare la politica locale fuori dalle dinamiche personali e costruire un campo capace di tenere insieme culture diverse intorno a poche scelte chiare per la città.

La partita è aperta. E qualche volta, per cambiare gli equilibri di una città — e magari cominciare a muovere qualcosa anche nella provincia di Monza e Brianza — basta qualcuno che, pur avendo un lavoro e una vita fuori dalla politica, decida che occuparsi della propria comunità valga ancora la pena.