Vivo in un comune che è il secondo più industrializzato dell’area fiorentina, la domanda che ci poniamo è la seguente: Come siamo messi con la qualità delle nostre produzioni e con l’innovazione tecnologica? Si sta costruendo il futuro dei nostri territori?
Nel momento in cui sembra che l’intelligenza artificiale IA sfugga di mano all’uomo poiché ormai non più controllabile noi ci dovremmo porre il tema di come si costruisce il nostro futuro democratico messo a dura prova dalle nuove tecnologie sconosciute alla gran parte della popolazione mondiale, ed in mano a poche persone miliardarie che pensano di poter dominare il mondo, si fa più impellente l’impegno di ogni abitante di questo pianeta nel costruire la democrazia nel proprio paese.
Questa è la grande sfida che ogni progressista ha davanti a se nel nostro tempo. Se nel mondo non riusciremo a vincere questa sfida sarà la fine della nostra civiltà. Fondamentale è la scelta di collaborazione fra gli uomini ed i popoli abbandonando “l’uso dell’io” e riferendosi per ogni problema “al noi “di singoli e di interi popoli.
Noi non siamo contro la tecnologia e le scoperte scientifiche ma vorremmo che fossero a disposizione del progresso dell’umanità e non trasformate in macchine solo per far soldi
controllate solo da poche persone. Questa è la vera sfida, il controllo democratico sulle scoperte tecnologiche ed il loro uso a fini pacifici, creando nei popoli una volontà ed una formazione verso questo obbiettivo unica speranza per la sopravvivenza del pianeta.
A livello locale come siamo messi su questi temi?? IL tema dell’innovazione non viene preso in considerazione neppure in casi occasionali e non trova spazi nelle menti dei cittadini
concentrati solo da cose contingenti attuali ed incapaci di guardare al futuro.
Si sente dire “ci penseranno chi ci sarà dopo di noi” e non si rendono conto che il tempo scorre veloce ed i problemi vengono affrontati sempre quando succede qualche catastrofe o comunque in ritardo . Sembra che questo sia il destino dell’uomo che pur in presenza di strabilianti scoperte scientifiche non riesce a vedere oltre il proprio orticello individualistico mentre occorrerebbe una visione mondiali dei problemi ed uno sforzo collettivo per guardare al futuro.
La via è quella delle start up e del mondo della scuola e dell’università- Occorre mettere insieme intelligenze e capacità umane sostenute dall’economia dei territori che possono tracciare i percorsi innovativi verso il futuro. Il tempo non ci perdonerà i nostri ritardi ed anche la capacità di autorigenerarsi della natura sembra non bastare più difronte aciò che l’uomo riesce a distruggere.
Rino Capezzuoli
Socialisti chianti fiorentino