I fischi della Curva Sud durante il minuto di silenzio all’Olimpico oppure il trentennale del gemellaggio tra Genoa e Napoli a Marassi: le due facce di una tranquilla domenica di calcio e tifo.
È domenica, sono le 15. All’Olimpico, come in tutti gli altri stadi, si osservano sessanta secondi di silenzio in memoria del presidente emerito Oscar Luigi Scalfaro. Dalle gradinate della Sud partono i fischi: sono pochi eppure, nel silenzio di una maggioranza rispettosa, fanno tanto – troppo – rumore. Sgombriamo subito il campo da equivoci: che provengano da frange estreme del tifo è palese, che siano di destra o sinistra poco importa. Non è tifo politicizzato: sono sempre i soliti idioti; quelli dei cori razzisti contro Balotelli, quelli che urlano “colerosi” ai napoletani.
Contemporaneamente, a Marassi, il minuto di silenzio viene rispettato. Anzi, per farlo, le due tifoserie interrompono i festeggiamenti per il trentennale del loro gemellaggio. Una festa condita dalla coreografia stupenda sugli spalti genoani: i colori del grifone che si fondevano con quelli azzurri dei partenopei. Un pomeriggio di cori bipartisan, senza alcuna nota stonata. Eppure i presupposti del conflitto c’erano tutti. Da parte genoana si imputa al Napoli di aver infierito durante l’ultimo scontro diretto, quello dell’andata, finito 6 a 1 per gli azzurri. Il presidente del Genoa Preziosi – che, essendo napoletano, del gemellaggio dovrebbe essere icona – ha contestato il balletto, a suo parere eccessivo e irrispettoso, che Zuniga ha fatto dopo il sesto gol. Eppure, neanche l’ennesima genialata del re dei Gormiti, è riuscita ad accendere gli animi. Le tifoserie sugli spalti hanno offerto uno spettacolo esemplare e, anche quando in campo la partita è diventata spigolosa e polemica, non è successo nulla: peace and love.
Insomma, quarantamila spettatori festeggiavano una domenica particolare a Marassi e, c’è da sottolinearlo ancora una volta, settantacinquemila rispettavano il silenzio all’Olimpico. Gli altri, solo un centinaio, i soliti idioti, hanno rovinato coi fischi la commemorazione di Scalfaro: eppure si parla quasi solo di loro. Bianconi l’ha definito “dissenso contro le istituzioni”, al Giornale provano a strumentalizzarli contro “i boiardi di sinistra”. Ma fatemi il piacere… Non è dissenso e nemmeno politica: sono solo e sempre i soliti idioti. No, io non ci sto, come diceva Scalfaro. Invece di sbatterli in prima pagina, su questa gente bisognerebbe far calare un silenzio sdegnato. Della gente per bene, quella che allo stadio ci va per festeggiare e passare una bella domenica, di questo bisognerebbe parlare in questo fine settimana di calcio e tifo.
Ma, si sa, gli imbecilli fanno vendere di più.