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Ius Soli, apertura del leghista Zaia. Bastianelli (Psi): «Ottimo segnale, che sia da esempio a livello istituzionale»

Zaia-Ius Soli

Zaia-Ius SoliSegnali di apertura della Lega Nord verso lo ius soli, almeno nei confronti dei bambini, figli di immigrati: ieri, a margine di un convegno a Venezia, il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia ha infatti risposto in modo favorevole a una domanda sul diritto di cittadinanza. «Sollevo il tema dei bambini che sono nati qui e vanno a scuola qui – ha reso noto Zaia – sui quali un ragionamento al di là dello ius soli debba essere fatto anche perché spesso parlano il dialetto quasi meglio di me. Sono bambini che in molti casi hanno identità veneta e non quella del Paese d’origine della loro famiglia, cosa che è accaduta spesso ai nostri emigranti». Zaia, pur fornendo una sua versione dello ius soli riservata ai figli di immigrati che nascono e crescono in Veneto – e che dunque hanno un’identità veneta – di fatto appoggia la battaglia condotta dal ministro per l’Integrazione, Cecile Kyenge e prende le distanze dalla linea ad oggi portata avanti dalla Lega Nord. Apprezzamento è stato espresso da Claudia Bastianelli, segretario nazionale della Federazione giovani socialisti (Fgs) secondo cui l’apertura di Zaia rappresenta «un ottimo segnale».

BASTIANELLI (PSI): DA ZAIA OTTIMO SEGNALE – «Innanzitutto perché viene da un leghista, un fronte politico da cui non ci saremmo mai attesi una cosa del genere, poiché la Lega spesso cavalca in modo demagogico il tema della sicurezza per aumentare la paura dello straniero» ha spiegato Bastianelli. Secondo l’esponente socialista le dichiarazioni di Zaia rappresentano inoltre un segnale che si contrappone a un editoriale del politologo Giovanni Sartori, apparso ieri sul quotidiano “Il Corriere della Sera”, in cui si dichiarava invece contrario allo ius soli. Dalla Lega si aprono dunque spiragli, mentre all’interno della sinistra, e tra forze più moderate, vi sono tuttora posizioni con dubbi e incertezze, che non dimostrano un completo sostegno al diritto di cittadinanza. «Ci auguriamo che l’esempio di Zaia, presidente di una delle Regioni più ricche e importanti del nostro Paese, venga seguito a livello istituzionale anche da tutte le altre forze politiche, dimostrando così di iniziare a pensare alla questione dello ius soli non più in maniera superficiale o demagogica, ma per quello che è: un dato di fatto – rappresentato dal sempre maggior numero di figli di immigrati – che non si può più procrastinare» ha auspicato Bastianelli. Sul fronte dei provvedimenti adottati sul tema, e contenuti nel cosiddetto “decreto del fare”, il segretario Fgs ha parlato di «una lieve apertura del governo, ma credo ci sia ancora molta strada da fare». «Chi nasce in Italia è italiano nel momento in cui nasce, e non a 18 anni come prevede l’attuale normativa. Quella di sabato è una semplificazione burocratica» ha concluso Bastianelli.

ZAIA: DOPO RIUNIONE DI DOMENICA, LEGA PIÙ FORTE – Durante il convegno di ieri Zaia non ha voluto commentare i momenti concitati che hanno succeduto l’Assemblea degli eletti della Lega Nord, convocata domenica scorsa dal segretario federale, Roberto Maroni, in seguito al flop elettorale alle ultime amministrative. Secondo Zaia la Lega dopo l’assemblea di domenica ne esce rafforzata: «Un movimento compatto, fermo sul pezzo che ha chiesto all’unanimità a Roberto Maroni a rimanere segretario federale il più possibile per dar corso a quello che si è deciso e cioè la questione del Nord che per noi resta irrinunciabile». Il governatore veneto non ha voluto commentare l’assenza di Umberto Bossi, assenza che altro non fa che rimarcare le distanze sempre più evidenti tra le due anime che coabitano, con crescenti difficoltà, all’interno della Lega: quella maroniana e quella bossiana.

Silvia Sequi