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Kabobo, quando la cronaca spacca la piazza e il Palazzo. Dalle frasi choc di Longo all’ira di Grillo

Longo-Kabobo-Zanzara

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Fa discutere e indignare come pochi casi di cronaca italiana. Kabobo, la strage di Milano, le picconate, il sangue e le lacrime.  La cronaca ha invaso il campo della polemica politica, il dramma umano è diventato facile preda delle strumentalizzazioni grilline come delle dichiarazioni choc dell’avvocato di Berlusconi Longo. La Lega ha minacciato battaglia a suon di gazebo e uno striscione con la scritta “Consegnateci Kabobo”, quasi subito rimosso dalla polizia, e’ stato lasciato all’alba di ieri sulla porta della sede di Sel.

LONGO CHOC – “Kabobo? Io gli avrei sparato con la mia pistola, immediatamente. Subito dopo aver capito cosa stava facendo gli avrei sparato alle gambe”. Così Piero Longo, deputato del Pdl e avvocato di Silvio Berlusconi, che intervenendo a ‘La Zanzara’ su Radio 24 ha spiegato che cosa avrebbe fatto se si fosse imbattuto nel ghanese assassino. “Basta sparare alle gambe – ha detto – per farlo smettere di dare picconate alla gente. Se non si fosse fermato avrei sparato di nuovo alle gambe, e poi addosso. Con chi credete di parlare? Non mi sarei andato a nascondere da qualche parte”. “Ho la pistola qui davanti a me nel mio studio – ha continuato Longo – anche se non posso portarla né alla Camera né in tribunale e nemmeno in treno. E’ una Luger Lcr fabbricata in America. Mi hanno appena rinnovato il porto d’armi”.

L’IRA DI GRILLO – Ma a parlare del responsabile della strage di Milano non è stato solo l’avvocato di Berlusconi. Anche Grillo, con un intervento sul suo blog, ha contribuito a tenere alta la tensione: “Quanti sono i Kabobo d’Italia? Centinaia? Migliaia? Dove vivono? Non lo sa nessuno”, ha scritto e poi ha citato altri episodi di cronaca nera che hanno avuto come protagonisti negativi degli immigrati: “un portoghese originario dell’Angola che ha staccato a un passante un orecchio a morsi” e “un senegalese spacciatore, arrestato per l’omicidio di Ilaria”, la diciannovenne di Castagneto Carducci (Livorno) “picchiata durante un tentativo di stupro”. Secondo il leader del Movimento 5 stelle, il portoghese “doveva (deve) stare in carcere”, Kabobo “doveva essere considerato sorvegliato speciale per la sua violenza”, mentre “il decreto di espulsione del senegalese non è mai stato applicato”. E i tre hanno potuto colpire. “Chi e’ responsabile?”, domanda Grillo. “Non la Polizia che piu’ che arrestarli a rischio della vita non può fare. Non la magistratura che e’ soggetta alle leggi. Non il Parlamento, che ha fatto della sicurezza un voto di scambio elettorale tra destra e sinistra e ha creato le premesse per la nascita del razzismo in Italia. Nessuno e’ colpevole, forse neppure Kabobo. Se gli danno l’infermità mentale (una perizia e’ stata chiesta ieri dal pm – ndr) presto sarà di nuovo un uomo libero”.

FERRERO, IL CARROCCIO E LE “MINACCE “A SEL – Parole, quelle dell’ex comico, che non sono piaciute al segretario di Prc Paolo Ferrero: “Evidentemente per Grillo i voti non puzzano e si può accarezzare il razzismo, a maggior ragione in questi giorni, mentre si trova in Veneto a cercare i voti della Lega”. Proprio il Carroccio è tornato ieri a mobilitarsi, annunciando una “gazebata” per bloccare ogni tentativo di abolire il reato di clandestinità”: mille gazebo saranno allestiti nella “macroregione del Nord”, per far sentire a Roma che “al contrario di quanto disse il ministro all’Integrazione Cecilie Kyenge, il popolo non e’ con lei” su questo aspetto. A Pavia, infine, uno striscione con la scritta “Consegnateci Kabobo”, quasi subito rimosso dalla polizia, e’ stato lasciato all’alba sulla porta della sede di Sel. Nella mattinata di ieri è arrivata alla questura di Pavia una rivendicazione con la firma di Forza Nuova che sostiene di averne lasciati altri.

Lucio Filipponio