Cronaca

La crisi di Hormuz si allarga: attacchi israeliani su due fronti e missili iraniani nel Golfo

Di Jacques Descloitres, MODIS Land Rapid Response Team, NASA/GSFC - Cropped from: http://visibleearth.nasa.gov/view_rec.php?id=2363, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=29529

Nuova e drammatica escalation militare nel Medio Oriente, dove le forze di difesa degli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato due missili balistici lanciati dall’Iran, mentre Israele ha intensificato i propri raid aerei bombardando contemporaneamente obiettivi strategici in Siria e nella Striscia di Gaza. La tensione regionale è tornata a livelli critici a causa del blocco nello Stretto di Hormuz e del mancato rinnovo delle intese diplomatiche

Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha attivato i sistemi di difesa aerea per neutralizzare una minaccia missilistica diretta verso il Paese.

Due missili balistici sono partiti dal territorio iraniano puntando verso le acque commerciali del Golfo.

I vettori non hanno colpito la terraferma; il primo è esploso al di fuori delle acque territoriali emiratine, mentre il secondo è caduto all’interno del perimetro marittimo nazionale.

Il governo di Abu Dhabi ha diffuso un’allerta temporanea invitando la popolazione a mettersi al riparo. Teheran, tramite il portavoce del Ministero degli Esteri Esmail Baghaei, ha respinto ogni addebito definendo le accuse “infondate”.

Parallelamente all’incidente nei cieli del Golfo, le forze israeliane (IDF) hanno sferrato pesanti attacchi su più fronti.

I caccia israeliani hanno bombardato la base aerea militare di Abu Al Duh. Il Ministero degli Affari Esteri di Damasco ha condannato l’azione definendola un'”aggressione ingiustificata” mirata a destabilizzare le infrastrutture logistiche del Paese.

I bombardamenti israeliani sono proseguiti nella porzione occidentale di Gaza City. I raid hanno provocato la morte di almeno sei palestinesi, tra cui un bambino, aggravando ulteriormente il bilancio umanitario nella Striscia.

L’improvviso picco di ostilità si inserisce nel più ampio conflitto che vede contrapposti il blocco statunitense-israeliano e la Repubblica Islamica dell’Iran. A infiammare lo scenario sono le dichiarazioni del presidente USA Donald Trump, il quale ha minacciato di dichiarare lo Stretto di Hormuz “territorio statunitense” mantenendo un severo blocco navale. Di contro, i negoziatori di Teheran hanno ribadito che il passaggio strategico rimarrà sbarrato ai traffici collegati ai Paesi avversari finché non saranno soddisfatte le richieste economiche e politiche dell’Iran.

Il recente inasprimento del conflitto mediorientale viene interpretato come il fallimento della diplomazia e l’ennesima dimostrazione che la pace è una vana illusione in un contesto dominato dallo scontro tra la teocrazia iraniana e la reazione israeliana. Questa situazione evidenzia la cecità dell’Occidente e la tragica realtà di una guerra che non ammette neutralità, ignorando le conseguenze globali del fanatismo.

Giuseppe Basilico