Esteri

Croazia:
via al ‘partenariato civile’

Unioni-civili

Unioni-civiliPartenariato civile, životno partnerstvo è con questa formula che la Croazia ha approvato la legge sulle unioni civili. La legge definisce il diritto “alla vita familiare” tra persone dello stesso sesso. Viene dunque acquisita la maggior parte dei diritti – e dei doveri – finora riconosciuti solo alle coppie eterosessuali, diritto dell’eredità alla morte del partner, della reversibilità pensionistica, del congedo familiare.

Novità anche dal fronte delle adozioni che rimangono un diritto riservato solo alle coppie etero, ma se nella coppia formata persone dello stesso sesso un componente è riconosciuto come genitore biologico di un figlio il partner potrà acquisire lo status di secondo genitore

“È un momento storico. Finalmente viene sancito per legge un diritto che per altro era già stabilito dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo e dalla Corte costituzionale della Repubblica di Croazia” si legge nel comunicato stampa del Zagreb Pride.

Secondo il ministro della Pubblica Amministrazione, Arsen Bauk del partito Socijaldemokratska partija, SDP aderente al Partito del Socialismo Europeo che per il governo ha promosso la legge, essa è frutto di ”un compromesso democratico”, che ha tenuto conto anche di quei valori conservatrici presenti nella società croata, in primo luogo alla problematica legata alle adozioni.

La legge varata con 89 voti a favore, giunti dai banchi dei partiti di centro-sinistra e liberali che formano la coalizione di governo entrerà in vigore dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale (tra una settimana).

Sara Pasquot