Economia

La disoccupazione non cala
La Camusso sferza il Governo

Lavoro Prima Maggio

Lavoro Prima MaggioIl 2014 rischia di essere un anno pesantissimo per il livello dell’occupazione italiana, in declino ormai da tredici anni. Intere aree produttive del Paese, dai distretti industriali del nord-est alle grandi e medie imprese manifatturiere del centro-nord, non vedranno realizzate le speranze di una seria riforma del lavoro più volte annunciata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il Mezzogiorno, come al solito, sarà completamente abbandonato a sé stesso.

“Le riforme vanno fatte anche per rinnovare l’arco istituzionale, certo!” commenta la segretaria generale della CGIL Susanna Camusso. “Ma la vera riforma se si vuole di nuovo andare avanti è quella che riguarda l’occupazione e il lavoro! Le promesse del Governo non ci rassicurano.”

Susanna Camusso ha continuato a esternare i propri dubbi sull’operato e le intenzioni del Governo. Infatti, per la segretaria generale della CGIL, accettare l’attuale proposta di legge di stabilità significa portare i lavoratori a non percepire per un anno l’indennità di disoccupazione. La motivazione è semplice: al 30 giugno 2014 non si è ancora riusciti a versare le indennità del 2013. Inoltre la Camusso chiede sicurezze per la cassa integrazione e la mobilità in deroga almeno fino a quando non entreranno in vigore i nuovi ammortizzatori sociali. Quest’ultimi debbono essere legati anche ai piani e alle prospettive di ripresa delle imprese. Le aziende stanno licenziando non per il gusto di licenziare, ma perché le Regioni respingono le domande di accesso alla CIG.

Perciò il 2014 sarà un anno in cui potrebbero rivelarsi fatali alcune problematiche ancora irrisolte quali la crescente disoccupazione e l’inefficacia degli ammortizzatori sociali attualmente in vigore. Risultato? Il calo di potere d’acquisto delle famiglie, già ai minimi storici, con un altro e ben più pesante crollo dei consumi. Ma se si acquista di meno, le industrie, e tutto il sistema dell’indotto, sono costrette a diminuire i posti di lavoro a fronte di una scarsa domanda di beni e servizi. Ecco allora che si assisterà ad un’impennata vertiginosa della disoccupazione. La segretaria generale della CGIL Camusso e il presidente di Confindustria Squinzi hanno parlato di situazione allarmante per quanto riguarda il tasso di disoccupazione: 13,6% su scala nazionale e mentre si sale fino al 46% se si prende in considerazione la fascia 15-24 anni.

Sia gli imprenditori sia i rappresentanti dei diritti del lavoratori chiedono una cosa sola: crescita e lavoro.

Manuele Franzoso