L’Ucraina e la sicurezza europea sono al centro della riunione informale dei ministri degli Esteri organizzata in Irlanda, a Wicklow. Tanti i dossier sul tavolo, da Hormuz allo Spazio, al Libano, ma su tutti la questione Ucraina: mentre i negoziati ristagnano, gli attacchi aumentano di intensità con raid russi quotidiani e simultanei in diverse città e sempre più vittime fra i civili. Ma non mancano nemmeno le provocazioni della Russia all’Ue ed alla Nato.
Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, in conferenza stampa da detto: “La Russia è responsabile del drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia rivenuto il 4 agosto”. L’accusa non ammette repliche e accusa ufficialmente la Russia del tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia.
Nello specifico, Dobrindt ha denunciato: “I mezzi utilizzati per compiere l’atto di sabotaggio a Lipsia ci sono noti da altre operazioni ibride condotte dalla Russia e dalla sua guerra contro l’Ucraina”. Tra i mezzi, il ministro ha elencato la configurazione del drone, i vari componenti utilizzati e gli esplosivi.
Dobrindt ha inoltre spiegato: “Il tentato attacco all’aeroporto di Lipsia del 4 agosto rientra nel consolidato schema delle operazioni ibride russe in Europa. Non siamo in guerra, ma siamo quotidianamente bersaglio di attacchi ibridi. La Germania non considera l’incidente di Lipsia un evento isolato, ma parte di un contesto più ampio di azioni ibride. Il governo prevede che la Germania rimarrà un obiettivo per ulteriori attacchi ibridi russi, che tenteranno anche di infliggere danni significativi”.
Il drone trasportava un pacco esplosivo e un detonatore. E’ stato trovato nella notte vicino a un aereo cargo Antonov ucraino parcheggiato all’Aeroporto di Lipsia-Halle, in Germania. La scoperta ha portato a una parziale interruzione del traffico nello scalo aereo e alla deviazione dei voli per consentire le operazioni di polizia.
Il drone era imbottito con 800 grammi di Semtex, l’esplosivo plastico inventato in Cecoslovacchia che fu utilizzato in numerosi attacchi terroristici negli anni ’70 e ’80, tra cui l’attentato di Lockerbie del 1988. Lo riferiscono fonti investigative al Leipziger Volkszeitung. Durante i primi rilievi, l’ordigno è risultato positivo ai nitrati e ad altre componenti usate per il Semtex.
E’ stato un robot della polizia a rimuovere il detonatore. L’artificiere meccanico si è avvicinato all’aereo per le operazioni di messa in sicurezza. In primo piano sulla fusoliera spiccano i colori giallo e blu della bandiera ucraina e campeggia la scritta: “Be Brave Like Kherson” (Sii coraggioso come Kherson). Un chiaro riferimento alla regione ucraina bersaglio dei massicci attacchi russi.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parlando in una conferenza stampa assieme al segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato: “Se l’attacco a Lipsia fosse andato a buon fine, avrebbe causato danni enormi e forse anche delle vittime. Voglio quindi essere molto chiara su che cosa sia stato. Si è trattato di un attacco condotto con materiale di tipo militare da agenti russi sul territorio dell’Unione europea. Non lo tolleriamo. Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla Germania”.
Anche il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in conferenza stampa, ha denunciato che le azioni russe si inseriscono in una lunga serie di tentativi di destabilizzazione, disinformazione, minacce, sabotaggio e aggressione diretti contro l’Europa e la Germania non fa eccezione (anzi è uno dei Paesi più esposti). Il ministro degli esteri tedesco ha sottolineato: “La Russia, purtroppo, non mostra alcuna volontà di porre fine alla guerra contro l’Ucraina e di cercare la riconciliazione con l’Occidente”.
Il ministro, come immediata ritorsione, ha annunciato la chiusura del consolato russo a Bonn e della Casa russa della scienza e della cultura a Berlino. La Germania, ha assicurato, si impegnerà inoltre per sanzioni più severe contro la Russia, controlli all’ingresso per i cittadini russi e una maggiore pressione sulla cosiddetta flotta ombra di Mosca.
Il ministero degli Esteri di Mosca dopo che Berlino ha accusato la Russia del drone esplosivo a Lipsia, attraverso la portavoce Maria Zakharova, ha avvertito: “Mosca risponderà a tutte le azioni anti-russe, hanno inventato un pretesto, nel frattempo, Berlino stessa è completamente compromessa sia dal suo coinvolgimento nel conflitto ucraino sia dal suo coinvolgimento in attacchi terroristici contro i civili. Mosca risponderà”. Una vera e propria dichiarazione di escalation.
L’ambasciatore russo in Germania, Sergei Nechayev, ha respinto con fermezza le accuse tedesche di coinvolgimento della Russia nell’incidente del drone all’aeroporto di Lipsia/Halle, definendole infondate e assurde. Lo si apprende da un comunicato stampa dell’ambasciata dove si legge: “Il 1° settembre 2026, l’ambasciatore russo in Germania, Nechayev, è stato convocato al Ministero degli Esteri tedesco, dove gli è stata presentata una protesta riguardante il presunto coinvolgimento di agenzie governative russe nell’incidente relativo al tentativo di utilizzo di un drone carico di esplosivo all’aeroporto di Lipsia nella notte del 5 agosto 2026. L’ambasciatore russo ha respinto con fermezza le accuse di Berlino, definendole infondate, assurde e irrazionali. Ha sottolineato che la provocazione, orchestrata in fretta e furia all’aeroporto di Lipsia, serve esclusivamente agli obiettivi del regime di Kiev, dell’ala militarista della classe politica europea e dei magnati del complesso militare-industriale interessati ad alimentare il conflitto ucraino”.
L’ambasciatore russo ha inoltre comunicato alla controparte tedesca che le misure annunciate in relazione all’incidente del drone costituiscono un’escalation senza precedenti e non saranno prive di conseguenze.
Immediata la solidarietà della Nato. Il segretario generale, Mark Rutte, che ha sentito il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha scritto su X: “La Nato è pienamente solidale con la Germania dopo l’attacco ibrido russo a Lipsia del 4 agosto. Le prove sono inequivocabili. E accolgo con favore le misure annunciate dalla Germania in risposta. La Nato continuerà a rafforzare la sua capacità di dissuadere e difendere tutti gli alleati da qualsiasi minaccia, comprese azioni maligne come quelle viste a Lipsia e altrove nell’Alleanza. I tentativi della Russia di intimidirci, di minare la nostra unità e la nostra volontà di sostenere l’Ucraina sono vani e falliranno. Il nostro sostegno all’Ucraina è incrollabile, così come il nostro impegno ferreo per la difesa collettiva della Nato”.
La premier Giorgia Meloni, dopo aver espresso solidarietà alla Germania, ha scritto su X: “I tentativi di intimidirci o di creare divisioni tra gli alleati non avranno successo: le azioni ibride riguardano tutti e troveranno una risposta unitaria. In momenti come questo è fondamentale restare saldi, continuare a collaborare strettamente e mantenere una postura di deterrenza credibile a tutela della sicurezza dei nostri cittadini”.
Sulla stessa linea della premier anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che, al suo arrivo a Wicklow, dove si tiene la riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Ue, ha detto: “Certamente bisogna rispondere uniti a questi attacchi, a queste provocazioni, che servono anche a testare la reazione dell’Europa e l’unità dell’Europa. La migliore risposta è l’unità dell’Unione europea, la solidarietà alla Germania che non è mancata, non mancherà e la ribadiamo anche qui in occasione della riunione dei ministri degli esteri dell’Unione Europea. Siamo a fianco della Germania, lo esprimo anche al ministro degli esteri Wadephul, sapendo che la Germania può contare sulla vicinanza dell’Italia”.
L’Unione europea ha convocato il rappresentante russo per protestare in seguito alla rivelazione degli attacchi in Germania. Lo ha reso noto l’Alta rappresentante dell’Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione informale dei ministri degli Esteri a Wicklow, in Irlanda.
Kaja Kallas ha spiegato: “È chiaro che i fatti presentano tutte le caratteristiche del terrorismo sponsorizzato dallo Stato. La domanda è: cosa facciamo al riguardo? Abbiamo già convocato l’ambasciatore russo, come hanno fatti molti Stati membri, e discuteremo su cosa altro possiamo fare. La Germania ha fatto molto e sicuramente ascolteremo i nostri colleghi su cosa altro possiamo fare insieme. Proprio stamattina abbiamo avuto delle discussioni e anche i tedeschi sono stati molto grati a tutti gli Stati membri per il loro sostegno alla Germania. Credo che questa sia la risposta unitaria di cui abbiamo davvero bisogno. Luglio e agosto sono stati i mesi più letali per i civili in Ucraina, la Russia sta davvero intensificando l’escalation per colpire la gente dell’Ucraina il più possibile, per spezzarla”.
Kallas che coordina il summit in Irlanda, ha lanciato un appello ai Paesi europei che hanno missili intercettori prossimi alla scadenza della loro vita operativa di donarli a Kiev. Una questione che riguarda sempre più anche la difesa dell’Europa.
Poi, l’Alto Rappresentante ha aggiunto: “In altri paesi i russi stanno aumentando sempre di più le provocazioni. Quindi la domanda per noi è: che cosa facciamo per dissuaderli dall’andare ancora oltre? Come può reagire l’Ue a questi attacchi?”.
Sul tentato attacco con droni esplosivi all’aeroporto di Lipsia/Halle. Kallas non ha direttamente parlato di una responsabilità russa nell’attacco, precisando che sarà la Germania a dare le informazioni di intelligence definitive.
Kallas ha anche annunciato che lancerà un gruppo di alto livello composto da ex leader politici e militari di diversi Paesi dell’Ue, oltre che del Regno unito e dell’Ucraina, con il compito di elaborare nuove proposte su come l’Europa debba rispondere alle crescenti minacce militari russe.
In tutta questa situazione, gli Stati Uniti d’America sembrano totalmente assenti ed è legittimo pensare che facciano la parte dell’amico del “giaguaro”. Resta misterioso il viaggio del capo della Cia a Mosca. Il rischio di un coinvolgimento dell’Unione europea in una guerra contro la Russia è sempre più alto ed è sempre più difficile evitarlo, ma non impossibile.
Salvatore Rondello