Musica

La Sinfonia della rivoluzione: la V di Beethoven diretta da Pappano? Tutta un’altra musica

Pappano-Santa Cecilia

Pappano-Santa CeciliaL’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia interpreta, sotto la guida di Sir Antonio Pappano, quella che è probabilmente la Sinfonia più conosciuta nel mondo: la V Sinfonia di Ludwig van Beethoven. Il programma prevede, inoltre, l’esecuzione dell’unico Quartetto per archi composto da Giuseppe Verdi e la Serenata per tenore, corno ed archi di Benjamin Britten. Gli appuntamenti sono stati quelli di lunedì 28 e martedì 29 all’Auditorium Parco della Musica, sala Santa Cecilia.

SINFONIA N. 5, IN DO MINORE, OP. 67 – Nella rivista musicologica “Zeitschrift für musikwissenschaft” del febbraio 1934 si attribuiva a quest’opera il significato di una Sinfonia della riscossa nazionale o della rivoluzione e veniva interpretata, assurgendo a simbolo, nell’ideale di liberazione del popolo dalla tirannia e dall’oppressione. Seppur con ampiezza di discutibili particolari illustrativi, questa veniva interpretata sulla base dello schema seguente: Primo tempo: il tiranno e il popolo – Secondo tempo: preghiera al cielo perché mandi l’eroe salvatore – Terzo tempo: Il popolo si domanda chi sarà questo eroe, i profeti ne preannunciano la prossima venuta. Nel Trio, episodio di lotta contro i falsi eroi – Quarto tempo: l’eroe appare nel suo pieno splendore, acclamato dal popolo esultante.

IL MANIFESTO DI UNA NUOVA ESTETICA IN MUSICA – Nel primo tempo un misterioso conflitto dirompe e si agita attraverso il celebre, tragico tema posto a preludio dell’Allegro con brio, i così detti «colpi del destino che batte alla porta», secondo la nota frase attribuita a Beethoven. Una semplice figurazione ritmico-melodica è qui rivestita da una profonda funzione drammatico-poetica, tale da generare quel particolare carattere interiettivo che costituisce l’individualità inconfondibile di tutto il primo tempo. È sufficiente questo primo elemento iniziale, per sciogliere quest’opera da ogni suo legame di dipendenza da elementi di musicalità comune o naturale. Una logica passionale, attraverso gli stati d’animo ricchi di luce e d’ombra dell’Andante e le fantastiche visioni del terzo tempo, collega in un rapporto ideale di antecedenza e conseguenza l’Allegro con brio al Finale; dove, dopo aspri tormenti ed eteree armonie, finalmente le tenebre soccombono alla luce. Considerando le condizioni della musica al tempo in cui quest’opera venne per la prima volta rappresentata (al Theateran der Wien, il 22 dicembre 1808), non si po’ non convenire con il fatto che la Quinta rappresenta un atto fra i più rivoluzionari, è il manifesto di una nuova estetica.

LA V SINFONIA, OVVERO IL POTERE DELLA MUSICA DI DAR RITMO ALLA BELLEZZA DEL MONDO – Pappano ha scelto questa Sinfonia come simbolo del potere della musica di dar forza e ritmo alla bellezza del mondo e per rendere omaggio a due grandi compositori nell’anno delle loro ricorrenze: Verdi e Britten (altro grande bicentenario che ricorre quest’anno è quello di Richard Wagner). Del primo, nato 200 anni fa, nostro massimo compositore in ambito operistico, colui che raccolse quel senso della coralità sofferente dei succubi che divenne presto simbolo del popolo italiano, il Maestro dirigerà l’unico suo pezzo da camera: il Quartetto per archi, in un arrangiamento orchestrale che maggiormente ne accentua l’immensa ricchezza espressiva. Verdi scrisse il Quartetto durante un soggiorno a Napoli (per la rappresentazione di due suoi capolavori: Aida e Don Carlo) ma ne fece soltanto un’esecuzione privata, per pochi amici, il 1° aprile 1873 all’Albergo delle Crocelle in via Partenope, divenuto poi Hotel Hassler, ora scomparso. Dopo numerose insistenze dell’editore Ricordi, il brano venne pubblicato ed eseguito per la prima volta in pubblico al Conservatorio di Milano il 9 dicembre 1875 e, subito dopo, a Vienna.

BRITTEN, QUANDO LA MUSICA INCONTRA LA POESIA – Del compositore inglese Edward Benjamin Britten, nato 100 anni fa, nel giorno di Santa Cecilia – il 22 novembre e scomparso nel 1976, verrà interpretata la Serenata per tenore, corno e archi (1943), ritenuta da molti una tra le maggiori opere del compositore britannico. Qui la musica si incontra con la poesia, attraverso una raccolta di sei brani di altrettanti poeti inglesi, ispirati dalle suggestioni e dal mistero della notte. Il tenore solista è un noto interprete “britteniano”, l’inglese Ian Bostridge, e al corno Alessio Allegrini. Il concerto potrà essere seguito anche gratuitamente sul web, in streaming, direttamente dalla sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica. Inoltre è attiva una live chat dedicata all’evento, per chi volesse condividere le proprie impressioni con gli altri ascoltatori online. E.T.A Hoffmann, su “Allgemeine musikalische Zeitung”, ha scritto a proposito della V Sinfonia del Maestro di Bonn: «… e l’insieme irraggia come una rapsodia geniale, così che lo spirito di ogni ascoltatore sensibile viene colpito, profondamente e intimamente, da una impressione di desiderio infinito e incompiuto, e ciò fino all’ultimo accordo. Anche negli istanti che seguiranno non si potrà sfuggire a quel meraviglioso impero degli spiriti, dove il piacere e il dolore sono rivestiti di forme musicali».

Stefano Cuomo