Nell’era della cosiddetta “dittatura dell’algoritmo”, il concetto di laicità non può più limitarsi alla tradizionale separazione tra Stato e Chiesa.
Per noi socialisti, oggi, essere laici significa difendere l’autodeterminazione dell’individuo e la sovranità democratica da una nuova forma di dogmatismo teocratico: I colossi del web operano ormai come le antiche istituzioni clericali, imponendo dogmi indiscutibili, sorvegliando le coscienze attraverso la profilazione di massa e monopolizzando lo spazio pubblico con calcoli opachi che sostituiscono il libero arbitrio.
Se la laicità storica ha liberato i cittadini dalla sottomissione al dogma religioso per portarli verso la ragione e l’illuminismo, la laicità socialista del XXI secolo deve liberare i lavoratori e i cittadini dalla sottomissione all’idolo del codice binario. Gli algoritmi che governano il mercato del lavoro, che decidono i tempi di consegna dei rider o che selezionano il personale non sono strumenti neutri.
Sono costrutti ideologici volti alla massimizzazione del profitto, dogmi matematici che santificano le disuguaglianze sociali e frammentano la solidarietà di classe. Il socialismo italiano ha sempre declinato la laicità non come una sterile ostilità confessionale, ma come precondizione fondamentale per l’uguaglianza materiale.
Oggi, la polarizzazione dei social media distrugge il dibattito pubblico e crea “bolle” che funzionano come vere e proprie sette digitali, dove il pensiero critico viene sacrificato sull’altare dell’interazione emotiva e del profitto privato. Un tempo il clericalismo frenava l’emancipazione attraverso la colpevolizzazione; oggi l’algoritmo la frena anestetizzando la coscienza collettiva attraverso un consumismo personalizzato e la mercificazione dei nostri dati.
Riaffermare la laicità oggi significa pretendere la demilitarizzazione e la democraticizzazione degli algoritmi. Dobbiamo esigere che il codice sia trasparente, sindacabile e subordinato all’interesse pubblico e ai diritti costituzionali. Non possiamo permettere che i diritti conquistati in un secolo di lotte sociali vengano liquidati da un’equazione privata. La
sfida socialista è chiara: rimettere l’essere umano al centro, spezzare le catene dell’automazione neoliberista e restituire alla politica e alla cittadinanza il controllo sul proprio destino. Laicità, oggi, è sinonimo di liberazione dall’oscurantismo digitale.
Raffaele Amendola