Opinioni e commenti

Le città al centro per una concreta proposta riformista

  • Le proposte socialiste per ripartire dai comuni, ricetta riformista

Nelle imminenze delle campagne elettorali ritorna, trasversalmente, il richiamo al ruolo ed al protagonismo dei sindaci. Si ricorda il loro ruolo prezioso di “avamposto” dello Stato, di “frontiera” nel rapporto con i bisogni primari dei cittadini, in particolare con quelli più bisognosi nella difficile arte del vivere dignitosamente. Aggiungo che si è sempre più consolidata verso i sindaci la richiesta di sicurezza urbana divenuta una vera preoccupazione di tutti i cittadini delle periferie e dei centri urbani, pur nella consapevolezza delle limitate competenze attribuite agli Amministratori e la non adeguata preparazione, in generale, delle Polizie municipali in materia. Agli ampi riconoscimenti formali non sono tuttavia quasi mai susseguiti fatti concreti.

Al netto dei tagli ai trasferimenti, che neppure il Governo Meloni ha fatto mancare (in verità in linea con i suoi predecessori), non sono arrivate le riforme necessarie per rendere più praticabile il difficile lavoro dei sindaci. In particolare, si è rivelata l’ennesima promessa mancata quella della Riforma del Testo Unico degli Enti Locali che pure era negli obiettivi del Governo, in particolare del Ministro Piantedosi. L’attuale legislazione è, infatti, ampiamente superata in molti aspetti rilevandosi uno strumento desueto per normare una realtà divenuta estremamente complessa.

Ecco che allora, una delle proposte serie e vere, che il Centrosinistra e nello specifico AvantiPsi, potrebbe mettere in campo nel programma che si presenterà agli elettori nel 2027, potrebbe riguardare proprio gli Enti Locali. Ne elenco, per titoli e con inevitabile esemplificazione, soltanto alcune che sarebbero espressione, a mio avviso, di un vero spirito riformatore.

Introduzione dello spoil system per almeno il 50% dei dirigenti comunali assimilandolo ai meccanismi esistenti per i Segretari Generali. Si consentirebbe al sindaco, in questo modo, la possibilità di scegliersi la squadra politica e di selezionare una parte della squadra gestionale che ha, dalla approvazione della Legge Bassanini, poteri estremamente rilevanti e che condizionano pesantemente gli obiettivi programmatici definiti dalla funzione di indirizzo politico affidata alle Amministrazioni.

Modifiche nella redazione del bilancio a partire da un alleggerimento della quantità di accantonamenti previsti dalle norme che, pur rappresentando un importante elemento di garanzia di equilibrio, appesantiscono eccessivamente la rigidità delle poste. Questa proposta andrebbe approfondita accuratamente ma sarebbe elemento di sblocco di tante difficoltà in cui si trovano i Comuni.

Radicale riforma della normativa riguardante i Piani di Riequilibrio e i Dissesti per gli Enti in difficoltà finanziarie.

Radicale riforma delle norme che disciplinano lo scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose introducendo meccanismi di tutela per i sindaci neoeletti che spesso pagano la commistioni imputridite da decenni negli apparati comunali di cui i nuovi amministratori sono estranei.

Ovviamente i temi sono tanti. Ma affrontare la questioni che riguardano i Comuni significa migliorare la percezione dello Stato da parte dei nostri concittadini sempre più sfiduciati nelle Istituzioni e dare la voglia ai nuovi amministratori del futuro di affrontare le sfide del Governo delle loro città.