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L’ECONOMISTA ZANCO: «LA PROPOSTA DI BERLUSCONI PER I “NOSTRI” EURO? E’ UN MODO PER PRENDERE CONSENSI»

L’ECONOMISTA ZANCO: «LA PROPOSTA DI BERLUSCONI PER I “NOSTRI” EURO? E’ UN MODO PER PRENDERE CONSENSI»

Torna alla carica il Cavaliere. Con una delle sue solite uscite, che questa volta lui stesso definisce «un’idea pazza», Silvio Berlusconi, intervenendo all’assemblea dei gruppi del Pdl, ha fatto sapere che «Dobbiamo andare in Europa a dire con forza che la Bce deve iniziare a stampare moneta», altrimenti «Cominciamo a stampare Euro noi con la nostra Zecca». Un vero e proprio «atto di insurrezione», come ha dichiarato all’Avanti!online Mario Zanco, advisor finanziario, perchè «quando abbiamo aderito all’Euro abbiamo accettato di delegare alla Bce il monopolio della possibilità di stampare moneta».

CRISI NERA – Con una piroetta degna delle famose scarpe con il tacco che indossa l’ex premier, scompare la teoria della “crisi che non esiste perchè i ristoranti sono pieni”, sostituita con disinvoltura dall’affermazione «Mai vista una situazione di questo tipo, la gente è sfiduciata, è sotto choc per come viene descritto il futuro: in modo oscuro».

RIMANE IN SELLA – Parla anche del futuro Silvio Berlusconi che, commentando il suo prossimo ruolo nella coalizione, ha dichiarato di essere a «disposizione del partito non come candidato premier o presidente della Repubblica nè come centravanti nè come contrattacco, ma come allenatore», ha fatto sapere Berlusconi.

Come commenta le parole del presidente Berlusconi che ha dichiarato che la Zecca italiana dovrebbe stampare moneta?

Stampare moneta sarebbe una sorta di atto di insurrezione perchè quando abbiamo aderito all’Euro abbiamo accettato di delegare alla Bce il monopolio della possibilità di stampare moneta. Credo e spero che Berlusconi questo lo sappia, dunque queste affermazioni vanno interpretate come una provocazione che, però, nasce da un problema reale. L’Europa è un’anatra zoppa nel senso che l’edificio non è completo. La Bce, infatti, non può svolgere tutti i compiti che normalmente sarebbero competenza di un banca centrale di un Paese. Nessuno attacca il debito sovrano di un Paese grande mentre in Europa si fa. Mi spiego: attaccare il debito sovrano degli Usa non lo fa nessuno perché la Fed può comprare titoli in quantità infinita potendo stampare una quantità di moneta illimitata. Insomma la Fed è il compratore in ultima istanza del debito americano. La Bce sarebbe come la Fed se potesse comprare in quantità illimitate per qualunque prezzo tutti i titoli che fanno parte dell’Eurozona. Se la Banca centrale europea l’avesse potuto fare nessuno avrebbe attaccato il debito della Grecia o dell’Irlanda. La banca centrale greca, così come le altre, ha ceduto questa “arma” delegandola alla BCE e quindi non la può più usare. Il vero tema è decidere se inserire o meno fra le facoltà della Bce la possibilità di essere il compratore di ultima istanza.

Che fine farebbero allora i titoli?

Così morirebbe il fenomeno dell’attacco ai titoli perché, a quel punto, nessuno salterebbe. La Germania non accetta che, aver fatto il passo dell’Euro implica sviluppare anche una vera unione politica, come di fatto era nell’idea di chi volle l’Euro: una unione politica che renda anche possibile trasformare la BCE in prestatore di ultima istanza. In passato la responsabilità della mancata delega di poteri all’Europa fu soprattutto di Mitterand che non volle condividere lo strumento dell’arma atomica con il resto dei paesi. Oggi, invece, è la Germania ad opporsi all’unione politica perché non vuole accettare un approccio solidaristico.

Tornando a Berlusconi, di fronte a che tipo di mossa politica ci troviamo?

Ma, come mossa politica siamo sicuramente di fronte alla solita trovata di Berlusconi. Proprio per quello che dicevamo, l’ex premier sa che la “faglia” europea su cui si genera il terremoto della crisi è proprio la sensibilità popolare contro le politiche di sacrifici che colpiscono indiscriminatamente intere fasce di popolazione. È un punto sensibile e lui lo sa e quindi cerca di riconquistare i consensi persi.

Insomma è una strategia disperata?

Noi sbagliamo da sempre nel sottovalutare Berlusconi: se quell’uomo ha una qualità, questa è proprio la sua volontà e la capacità di non buttarsi giù. Il Cavaliere è stato obbligato, o costretto per convenienza, a dare spazio a Monti rimanendo silente. Ora, dopo il duro colpo delle Amministrative, cerca di riguadagnare terreno. La stessa mossa del presidenzialismo a doppio turno è una trovata che serve a mettere in imbarazzo soprattutto il Pd, da sempre favorevole a questa riforma.

Insomma il Cavaliere cavalca, è il caso di dirlo, il populismo?

Bhè, Grillo per esempio è apertamente favorevole all’uscita dall’Euro. Il rischio della politica della Germania, in realtà, è proprio quello del populismo. L’esempio della Grecia parla chiaro: la politica lacrime e sangue, imposta da Berlino ha affossato definitivamente il Paese ellenico con il Pil che continua ad avvitarsi. Si capisce bene come, in queste situazioni, si possano creare spinte populiste pericolose; la Germania sta imponendo alla Grecia le stesse misure che le potenze uscite vincitrici dalla Prima Guerra mondiale imposero alla Germania stressa. Sappiamo com’è andata a finire purtroppo. Siamo in una situazione molto simile a quella della crisi del ’29. Il rigurgito populistico e popolare, se non trova sfogo dà vita a forme di fascismo.

Roberto Capocelli