E’ osannato dalle compratrici internazionali e dalle ragazze abituate a fare tendenza. E’ stimato in Francia tanto da conquistare il riconoscimento della Fédération Française de la Couture, roba riservata a chi mantiene standard elevatissimi di unicità e artigianalità. Giambattista Valli, stilista romano, parigino d’adozione, è entrato ufficialmente nel calendario dell’Haute Couture, dopo un lungo percorso iniziato con un fortunato apprendistato alla scuola di Roberto Capucci prima, di Emanuel Ungaro poi, passando per Fendi e Krizia. I suoi abiti, che esaltano la maestria delle sarte e delle ricamatrici, sono pezzi unici, interamente lavorati a mano con dettagli preziosi di pizzi, fiori, piume e paillettes. Valli è ossessionato dalla silhouette incisiva, androgina e sartoriale come lo era l’insuperabile maestro Yves Saint Laurent. Ora, propone quarantuno creazioni velate da un romanticismo sensuale: cappe e giacche-tailleur ingentilite da ghirlande ricamate con effetto porcellana di Bisquit, microabiti in seducente pizzo Chantilly plissé soleil, rigido coccodrillo che si trasforma in gonna e gilet-corsetto.
Il tutto è illuminato dai gioielli in metallo e argento creati da Luigi Scialanga.
Sono perle di un’alta moda capace di proiettarsi nel futuro. Perle di una giovane e gentile femminilità che pervadono le citazioni e le evoluzioni stilistiche di Giambattista Valli. Perle, appartenute a un marajà, che lo stilista indossa dal 1 novembre 2002, giorno in cui la consapevolezza di poter finalmente volare da solo ha preso il sopravvento.
Martina Alice de Carli